«Quel treno si fermò per i bagliori in cielo»

Fino dalla sua costituzione, avvenuta nella prima metà del 1800, il quartiere Liceto ha sempre partecipato ai festeggiamenti in onore di N.S. del Suffragio. Il rione comprende la zona est di Recco, delimitata a sud dalla Stazione, a ovest da Via Roma e, a nord, del torrente Nè; su queste colline, fra secolari castagni, si trova la sua sede, «Il Casetto dei Mascoli», donato da Gio Buono Zerega nel 1896. «I Madonnini del Liceto sono sempre stati molto schivi e riservati, ma al tempo stesso radicati in quelle tradizioni dei padri che li hanno sempre spronati a far ben figurare il quartiere nella festa dell'8 settembre - racconta Maria Guglieri, senatrice del gruppo -. Un aneddoto importante ci riporta al 1949 quando la processione dovette fare 2 giri del paese, prima che il Liceto fosse in grado di dar fuoco al suo finale. Ma non solo, il macchinista del rapido Roma-Genova, che alle 23 passava da Recco, colpito dalla grandiosità dello spettacolo, di sua iniziativa, fermava il convoglio per assistere ai fuochi. Erano altri tempi quelli, oggi la festa si è dovuta adeguare ad una nuova realtà, ma la nostra storia continua».
«Correva l'anno 1898 quando in occasione della Santa Messa dell'alba alle 3.30, si sparava il cannone nel bosco del quartiere - racconta Guglieri -. Quell'anno, però il cannone, venne caricato troppo di polvere e di stracci e al momento dell'accensione esplose, spargendo pezzi per la collina fino a raggiungere il tetto della stazione ferroviaria. Fortunatamente i ragazzi del quartiere non furono colpiti e, per ringraziare la Madonna che li aveva protetti, portarono nel Santuario, quale ex voto, la culatta del cannone e un quadro che raffigurava l'accaduto. Il quadro fu in seguito rubato, ma il pezzo di cannone è tuttora visibile sulla colonna a fianco del pulpito».