Quel violino sparito di Sherlock Holmes

Giovanni Giaccone, direttore responsabile della famosa emittente televisiva locale «Telecittà», è l'autore del libro «La sparizione del violino e altri misteri - Un'avventura genovese di Sherlock Holmes» recentemente pubblicato dalla Casa Editrice De Ferrari.
Giaccone ama profondamente Genova e l'ha studiata nei minimi dettagli: come ogni amante riesce a trovare nella persona amata cose sconosciute agli altri scoprendo tutto ciò che ne determina la vera e profonda bellezza esteriore ed interiore e accettando anche quelle componenti che ad altri potrebbero risultare sgradite, così l'Autore della vicenda utilizza il pretesto del racconto, per ricercare le particolarità e descrivere Genova in un periodo storico splendente nel quale, la vitalità politica ed economica che la contraddistingueva era tale da farla primeggiare in Europa e nel mondo e gli eventi delittuosi, che avvenivano come avvengono ovunque, in quel contesto non apparivano, forse, così profondamente crudeli e malvagi ma venivano più facilmente metabolizzati dal contesto sociale di allora. Siamo tra la fine dell'800 e l'inizio del '900: in quel periodo Genova era una città internazionale, uno dei principali snodi della moda e della cultura.
È questo il contesto in cui si sviluppa l'intera vicenda del giallo che, sicuramente, come precisato dall'Autore stesso, può definirsi storico, non solo per l'ambientazione, ma, soprattutto, perchè i personaggi di fantasia Sherlok Holmes e John Watson, si trovano a rapportarsi ed interagire con uomini e donne realmente esistiti ed operanti a Genova proprio in quegli anni.
La prosa, scorrevole e di pregio, segue i canoni dei racconti di Conan Doyle utilizzando la voce narrante di Watson.
Lo Sherlok Holmes di Giovanni Giaccone però, a differenza «dell'originale», forse proprio perché si trova ad agire in ben altre atmosfere ed ambienti rispetto a quelle note per i lettori delle sue vicende, a Genova è meno occupato da ragionamenti logico-deduttivi ma interviene ed è protagonista degli eventi in modo più dinamico, interagisce con la gente del luogo, si muove per la città in continuazione: dai carruggi al porto, dai palazzi storici alle alture di circonvallazione a monte, dal palazzo Ducale, antica sede della Questura, a Bogliasco, dal teatro Carlo Felice ai vicoli più malfamati, così che mentre si sfogliano le pagine, non solo si gusta una vicenda piena di pathos e colpi di scena, ma sembra di essere trasportati come per magia indietro nel tempo in un'epoca affascinante della fine ottocento, ma che è anche già proiettata nel '900, in piena «Belle Èpoque», proprio per la vitalità della città e per la gioia di vivere in un mondo ricco di curiosità, spettacoli ed eventi culturali.
Giovanni Giaccone, «La sparizione del violino e altri misteri - Un’avventura genovese di Sherlock Holmes», De Ferrari Editore.