Quell’Amleto senza teschio in mano

(...) degli interlocutori affidabili da quella parte, cominciano a corteggiare il centro-destra. E fin qui nulla di male, anzi sono stato il primo a proporre i centri di prima accoglienza per artisti in fuga dalla notte della sinistra. Il punto è un altro: come in tutti i centri di prima accoglienza bisogna saper distinguere subito i poveracci dagli scafisti. E qui arrivo al nodo della questione e mi rivolgo ai nostri Deputati e Senatori, ai nostri Consiglieri Regionali, ai nostri Consiglieri Comunali: cerchiamo di riconoscere, anche tra gli artisti, maestri di trasformismo, chi abbiamo di fronte. Non sempre Amleto si presenta con il teschio in mano, non sempre Arlecchino Servitore di due Padroni ha la maschera nera e il costume colorato.
A Gennaio ho organizzato un incontro con Antonio Calbi sulla gestione della Cultura a Genova e a Milano: erano presenti tutti i rappresentanti delle Istituzioni teatrali di Genova e buona parte degli Amministratori cittadini, ricordo gli assessori Tiezzi e Devoto, e poi Luca Borzani e Stefano Francesca.
Di tutti gli operatori presenti, l'unica che, quasi con le lacrime agli occhi, osò essere critica verso il Comune fu Carla Peirolero, gli altri (mi riferisco ovviamente solo a chi era presente e oggi si lamenta) rimasero in silenzio. Ci fu persino chi ne approfittò per fare un piccolo spot, lanciandosi in dichiarazioni di grande intesa con le Istituzioni, dispensando sorrisi e messe in piega, degne di un matrimonio o forse semplicemente di una tessera di partito nuova di zecca appena presa e messa in borsetta.
Cari amici, rappresentanti del centro-destra, in tanti verranno a proporsi, bene, chiediamogli un'unica condizione: di esporsi. Di dire ad alta voce che sono con noi. Di avere il coraggio di fare una conferenza stampa accanto ad un nostro Deputato, ad un nostro Senatore, ad un nostro Consigliere. Poi possono votare un po' chi vogliono, ma che abbiano il coraggio di dire a voce alta le magagne della Sinistra, di dire a voce alta quello che vengono a sussurrare alle nostre orecchie. Che in definitiva facciano la loro parte da intellettuali, contribuiscano a mandare a casa questa Sinistra.
La sinistra ha saputo collocare strategicamente i propri intellettuali, i propri artisti, i propri docenti nei punti nevralgici degli ingranaggi che muovono la Cultura in Italia: nella scuola, nell'università, nei teatri, negli enti lirici, nei musei, nelle pagine culturali, nelle commissioni ministeriali, nelle direzioni dei festival più o meno effimeri da cui l'Italia è invasa, negli assessorati alla cultura e così via: il catalogo è questo lo sappiamo.
La mia impressione è che nel centro destra si dovrebbe incominciare ad attrezzarsi innanzi tutto per avere un'idea di quali siano questi punti nevralgici, poi per vagliare attentamente le persone migliori che possano andare ai ponti di comando e nella sala macchine delle istituzioni di cui sopra e iniziare a invertire la rotta o, se proprio invertire non si può, almeno guadagnare qualche grado a dritta.
In molti casi, si scoprirà che i transatlantici della Cultura si trovano a pochi metri dagli scogli o dalle secche e che proprio per questo i topi scappano.