Quell’Amor perfetto fra il re e Tommasina finito in Pagine gialle

Nell’«Osservatorio TuttoCittà» l’evoluzione della toponomastica avvenuta negli ultimi tre anni

(...) Una di queste volte, pare, fu galeotta e caratterizzata da una sosta (almeno una) in alcova. Puntualmente registrata dai contemporanei e tramandata nei secoli, tanto da ritrovarla immortalata oggi in uno dei luoghi più caratteristici della città antica. E altrettanto puntualmente registrata, quella vicenda, nella nuova edizione dell’«Osservatorio TuttoCittà» di Seat Pagine gialle che riporta un’analisi puntuale e documentata dei cambiamenti avvenuti a Genova negli ultimi tre anni, attraverso l’evoluzione della toponomastica urbana e lo sviluppo del tessuto economico. «A volte - spiega in proposito Enrico Orlando, responsabile Marketing prodotti specializzati di Seat Pagine gialle - le città cambiano ed evolvono così velocemente che non abbiamo nemmeno il tempo di accorgercene. È importante invece saper cogliere e interpretare questi segnali, che ci possono insegnare molto della nostra società e della nostra economia, di come sta evolvendo e maturando». Lo fa con particolare cura l’«Osservatorio». Che rivela, ad esempio, caratteristiche e curiosità molto probabilmente sconosciute agli stessi genovesi.
Come la «storia», autentica o presunta, di Luigi XII e la Tommasina, ma anche la propensione - una sorta di trasporto vocazionale - delle autorità preposte a intitolare strade e piazze alla Natura. Non si spiegherebbe altrimenti il fatto che ben 109 vie della città - registra fedelmente l’«Osservatorio» - sono dedicate a fenomeni o eventi naturali. Tra questi, vico della Giuggiola (da cui si estrae il noto «brodo di giuggiole») e via del Campo. Ma si è pensato anche agli animali, compresi quelli mitologici: 43 strade. Tra cui vico delle Formiche, via della Fenice e vico del Dragone, che però con Chinatown non c’entra proprio. Alcune vie, poi, sono dedicate a località geografiche (via Almeria, comune spagnolo, già colonia genovese), a date ed eventi (via dell’Insurrezione del 23-25 aprile 1945). Scavando ancora più in profondità, infine, si arriva ai mestieri, soprattutto quelli ormai scomparsi: vico della Pece, vico del Pelo, piazza della Raibetta (dalla parola araba «reba», che vuol dire cereale)... Tant’è, come si vede, il centro storico fa la parte del leone. E allora - idea! -, dopo aver sfogliato le Pagine gialle, perché non verificare sul campo?