Quell’amore nato dietro le quinte della Scala

La top manager e l’étoile della Scala. Lei riservata e amante della vita domestica, lui iperattivo e abituato alle emozioni del palcoscenico. Lei, Marina, presidente di Fininvest e Mondadori, è la settima imprenditrice più importante del mondo nella classifica di Fortune (e nella «top ten» della rivista per il settimo anno consecutivo), l’unica italiana tra le cento donne più potenti del pianeta secondo Forbes (34ª, davanti a Nancy Pelosi e Oprah Winfrey). Lui, Maurizio, ha danzato accanto ai più grandi ballerini del Novecento, da Rudolf Nureyev a Carla Fracci, e oggi è coordinatore e docente della scuola di ballo dell’Accademia della Scala di Milano. Ed è anche «uno degli uomini più belli al mondo» (parola di Marina, e non solo).
Lei è primogenita del presidente del Consiglio, lui figlio di genitori siciliani trapiantati a Torino per lavoro quando era un ragazzino. Dietro la porta di casa si trasformano in «una casalinga felicemente disperata» (parola di Marina) e in un padre modello. Ad attenderli ci sono Gabriele e Silvio, i loro figli, 6 e 4 anni. La cena è responsabilità esclusiva di lei, anche se spesso se la cava con poco: una paillard di vitello o qualche fettina di bresaola, più tanta verdura.
Nel giorno più bello Marina e Maurizio hanno voluto accanto solo i parenti e gli amici più intimi. Per giornali e televisioni era quello che si dice «il matrimonio dell’anno», per loro è stata una giornata molto più semplice, e insieme più importante. In fondo, questa pagina avevano cominciato a scriverla già otto anni fa. Tutta colpa di un dolore alla gamba, di un piccolo imprevisto, di quelli che succedono (quasi) solo nelle commedie romantiche.
Marina conosceva Maurizio già da un po’ di tempo. Una sera si incontrano a cena a casa di amici. E sulle scale si danno il primo bacio. Poco dopo, lei va alla Scala per vederlo danzare: «Lo ricordo ancora. Interpretava il malvagio Rothbart del Lago dei cigni. Era bellissimo – racconterà Marina molto più tardi, intervistata da Chi –. Mi spingevo talmente tanto per guardamelo con il cannocchiale che mia madre continuava a darmi le gomitate: “Guarda che tra un po’ caschi giù in platea”. Poi siamo andati a salutarlo in camerino, Ero emozionatissima». Passano tre giorni e Maurizio in scena si rompe il tendine d’Achille. Per l’intervento chirurgico, sceglie di farsi seguire dal professor Giovanni Monti, storico medico del Milan. Ormai, per Marina, c’è un solo grado di separazione: «Sì, il destino mi ha servito Maurizio su un piatto d’argento».
È passato tanto tempo, e ormai la sposa l’ha ammesso pubblicamente: non è che la danza classica le piaccia poi molto. Piuttosto, ha raccontato, «mi piacerebbe tanto ballare il flamenco, la più sensuale delle danze». Il problema è evidente: «Dove trovo il coraggio di chiedere a qualcuno di darmi lezione?».