Quell’anno guadagnato al liceo Vittorino

Evocare la Genova scolastica di Piccardo e Vittorino, sul Giornale, è stato ieri anche un modo per parlare di chi s'è formato in quelle scuole. Nel 1970 il Vittorino ammise anche le ragazze. Già allieva in quell'anno del liceo D’Oria, Susy De Martini aveva concluso la II liceo al Vittorino, dando, pochi giorni dopo, anche l'esame di maturità. «Per recuperare un anno», ho scritto; per guadagnarlo, mi corregge lei.
Basterebbe una rettifica, se non fosse che ho scritto che, ai tempi del G8, Susy De Martini è stata «attivista da salotto». Sull'attivista lei glissa, ma mi scandisce: «Io da salotto non sono». Il suo tono riassume un temperamento. Così - dopo franchi convenevoli di bella passionalità - noi, che mai c'eravamo parlati a scuola, ci ri-conosciamo.
E poi c'è Milly. Ma come? Vi siete appena scontrati e incontrati e già c'è un'altra? Chi è costei? La bellissima Milly Bussalino, che ha letto il mio articolo e ha inviato una mail all'amica del cuore, Susy De Martini, in vacanza in Trentino, dove non avrebbe potuto leggerlo, perché Il Giornale vi arriva solo nell'edizione nazionale.
Come nei romanzi, c'è un prologo: il Vittorino, scuola prudente, non aveva ammesso la ragazze nella III liceo, ma solo nelle classi minori. In effetti il turbamento c'era stato. Del resto io chiamavo «femmine» le ragazze non per lubrico sessismo, ma per pudico infantilismo: l'ultima l'avevo vista in V elementare. Ma era ancora una bambina, al Piccardo. Tout se tient...
Milly Bussalino, dunque, era legata al mio compagno di banco Maurizio Taviani e l'aveva seguito al Vittorino. Ciò rendeva Maurizio Taviani - già temuto per il cognome che rimandava al ministro dell'Interno - anche invidiato. Il nostro banco era una coincidentia oppositorum: lui, esempio di jeunesse dorée, ma talora sans argent; io, incline a libri, film e politica, dunque un noioso, buono come terzino, per il resto un peso. Non è questo che ci si aspetta da un liceo di ieri, se si è visto L'attimo fuggente. Ma il nostro Vittorino era realtà, non cinema.
Milly, Susy e io, per gli amici Mauri. Diminutivi ne avevamo anche noi; se fossi stato meno malinconico e più intraprendente, come lo Step di Riccardo Scamarcio, saremmo stati i precorritori, a Genova, di Tre metri sopra il cielo. Non è stato così, le nostre strade sono state diverse per tanto tempo. Poi, un articolo le ha fatte incrociare.
Via Londra. Maturità: al Vittorino del 1970 essa accomunava per la prima volta ragazzi e ragazze: fra loro Susy De Martini. Ieri le ho attribuito un anno da recuperare