Quell’annuncio di vittoria

(...) macello. Che pensate. Che non seguite acriticamente le direttive di partiti di gran lunga inferiori al loro popolo. Che amate la critica costruttiva. Che siete un popolo che ragiona con la sua testa. Che non avete niente a che fare con gli yes-man. E, credetemi, lettori così sono il sogno di qualsiasi giornalista.
Spero e credo siano anche il sogno di qualsiasi politico. Qualche settimana fa un’esponente di primo piano della Casa delle libertà mi diceva quella che secondo me era una solenne sciocchezza. Alle mie obiezioni, il politico ha buttato lì: «Ma l’ha detto anche Claudio Scajola». Ecco, ora io non so neppure se davvero il presidente del Copaco avesse detto quelle cose. Anzi, conoscendolo e stimandolo, ho la nettissima impressione che si trattasse di un apocrifo totale. Ma non è qui il punto. Il punto è che se anche l’avesse davvero detto, Scajola non parla ex cathedra e non ha il dono dell’infallibilità. Sarebbe grave pensarlo nel momento in cui Papa Benedetto scrive un libro su Gesù e chiede apertamente di essere contraddetto. É grave se qualcuno lo pensa.
Claudio Scajola, che è una persona molto intelligente, tutto questo lo sa benissimo. E se è diventato uno dei leader indiscussi del centrodestra nazionale è proprio perchè ha saputo far tesoro delle critiche, migliorarsi continuamente, affrontare i problemi anzichè rimuoverli e dimenticare sondaggi regolarmente divulgati che indicavano un consenso del 100 per cento (non il 99, il 100!) nei suoi confronti da parte degli elettori del centrodestra ligure. Roba su cui penso che sia lui il primo a sorridere.
Insomma, il modello di Scajola - far tesoro degli errori per migliorarsi continuamente e diventare sempre più leader nazionale - mi pare sia seguito con intelligenza anche da Musso e Oliveri. E, fra le tante telefonate di plauso per averli incalzati e criticati, le parole che mi hanno fatto più piacere sono proprio quelle di Enrico e Renata. Che non si sono adombrati per le critiche, ma ne hanno fatto tesoro, già dal giorno successivo. Che non se la sono presa, ma hanno ringraziato.
Che avessimo lettori così preparati, lo sapevo ed è una conferma. Che avessimo candidati così intelligenti, l’ho appreso. Ed è un’ulteriore, bellissima, garanzia.