Quell’asse tra Bergamo e Brescia

Tornano le voci su colloqui tra Lombarda e Bpu

Il matrimonio avrebbe basi geografiche solide, difficoltà giuridiche non irrilevanti. Sposare una popolare come Bpu e una spa come Banca Lombarda comporterebbe qualche passaggio in più rispetto a una normale fusione. Eppure non più tardi di un mesetto fa i vertici dei due istituti, guidati da Corrado Faissola ed Emilio Zanetti, si sono incontrati e hanno discusso un possibile asse tra Brescia e Bergamo, con l’attribuzione a una città della sede di una holding che controllasse i due istituti e all’altra la direzione delle attività retail.
All’apparenza i risultati dei colloqui non erano stati giudicati positivi. Nei giorni scorsi, in un ambiente surriscaldato dai due matrimoni in dirittura d’arrivo, quello di Intesa con Sanpaolo, e quello della Popolare italiana con la partner che verrà identificata durante il week end, le voci su rinnovati incontri tra le due banche hanno ricominciato a circolare.
Dal matrimonio nascerebbe un istituto che si situerebbe ai vertici del sistema creditizio italiano. E si spiegherebbe così l’atteggiamento, apparso prudentissimo e forse poco convinto, mostrato dalle Banche popolari unite nella corsa alla Popolare italiana che aveva chiesto una due diligence prima di avanzare la propria offerta. Una pretesa che aveva posto la proposta proveniente da Bergamo in fondo al gruppo delle pretendenti della ex banca di Giampiero Fiorani.