Quell’esercito di ragazzi occidentali votati alla morte nel nome di Allah

Dal talebano Johnny a Muriel la belga fino all’emiro francese dagli occhi blu. Ma è Londra la capitale dei convertiti

Fausto Biloslavo

Fra gli arrestati per il complotto di Londra ci sono tre giovani inglesi convertiti all’Islam, che rappresentano solo la punta dell’iceberg degli occidentali che abbracciano il Corano ed il terrorismo islamico. Nel libro su Al Qaida nel vecchio continente, scritto dall’esperto italiano Lorenzo Vidino, viene rivelato che i servizi hanno scoperto «dozzine di europei convertiti arruolati da gruppi terroristici».
A Londra è finito in manette Oliver Savant, alias Ibrahim, amante del calcio e convertito all’Islam nel 1998. Un altro aspirante kamikaze britannico arrestato è Don Stewart-Whyte, alias Abdul Waheed, che ha scelto il Corano solo sei mesi fa. Dietro le sbarre è finito anche Bryan Young, alias Umar Islam, cristiano originario dei Caraibi diventato musulmano con il matrimonio. Lo scorso anno, fra i kamikaze che seminarono terrore nella metropolitana, c’era anche Jamal, al secolo Germaine Lindsay. Nato in Giamaica aveva vissuto dal secondo anno di età in Inghilterra convertitosi all’Islam con la madre nel 2000. Prima di quest’ultima ondata di terroristi suicidi il più famoso convertito inglese, arruolato da Al Qaida, era Richard Reid, che voleva fare saltare in aria un aereo in volo con dell’esplosivo nascosto nel tacco delle scarpe, ma venne sopraffatto dai passeggeri.
La prima donna europea e cristiana diventata kamikaze, grazie ad Allah, si chiamava Muriel Degauque. Viveva in Belgio, ma il 9 novembre del 2005 si è fatta esplodere vicino a Bagdad contro le truppe americane. Lo scorso maggio una cittadina tedesca è stata fermata in tempo dall’antiterrorismo, prima di fare la stessa fine, assieme al figlio di un anno. Un suo connazionale, Steven Smyrek, aveva aderito ad Hezbollah e nel 1997 venne arrestato in Israele dove voleva portare a termine una missione suicida. Due anni fa è stato rilasciato assieme ad altri 428 compagni, grazie ad uno scambio di prigionieri con Hezbollah. Anche i francesi sono attirati dalle sirene dell’Islam estremista. Sconta l’ergastolo in Marocco, Pierre Richard Robert, il convertito Yacoub, soprannominato «l’emiro dagli occhi blu». Nel 2003 ha organizzato gli attentati suicidi di Casablanca che uccisero 45 persone.
Lo scorso giugno la polizia romena ha arrestato Florin Lesch a bordo di una macchina minata a Timisoara. Lesch voleva compiere un attentato per protestare contro la presenza di 800 militari del suo paese in Irak, al fianco del contingente italiano. Senza dimenticare l’americano John Walker Lindh, che venne catturato nel nord dell’Afghanistan e filmato dalla Cnn disteso su una barella. Il «talebano Johnny» è in un carcere Usa, dove sembra che tornerà al cristianesimo.
Combattendo in Kashmir è morto da «martire» Abu Adam Jibreel al Amrikeeas, nome di battaglia di un giovane americano, che in Georgia frequentava la stessa chiesa battista di Martin Luther King. Uno degli americani di Al Qaida più famoso è José Padilla, un ex teppistello di Chicago, convertito all’Islam in prigione. L’8 maggio 2002 venne arrestato all’arrivo negli Stati Uniti, con un volo proveniente dal Pakistan e l’ordine di far esplodere una bomba radioattiva sul territorio americano. L’Afghanistan talebano ha attirato pure degli australiani. Jack Roche faceva il taxista, ma dopo aver scoperto Allah ed essere passato per i campi di Al Qaida voleva far esplodere l’ambasciata israeliana a Camberra. Ora sta scontando nove anni di prigione. David Matthew Hicks alias Abu Muslim al-Austraili è stato catturato in Afghanistan e trasferito a Guantanamo. Hicks era andato prima a combattere in Kosovo con i guerriglieri dell'Uck contro i serbi e poi ha trovato un contatto per raggiungere Osama bin Laden. In famiglia lo chiamavano Indiana Jones.