Quell’estate 2005 con i «furbetti del quartierino»

ANTONVENETA
12 luglio 2005: la Banca d’Italia approva l’Opa della Banca Popolare Italiana sulla Banca Antonveneta.
26 luglio 2005: scoppia il «Faziogate» per la pubblicazione delle intercettazioni dei magistrati milanesi che metterebbero in luce un caso di aggiotaggio ad opera del governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, e degli imprenditori legati a Gianpiero Fiorani per l’acquisto di Antonveneta.
12 dicembre 2005: viene arrestato Gianpiero Fiorani, ex numero uno della Banca Popolare Italiana. Il provvedimento viene autorizzato dalla procura di Milano in seguito all’indagine sulla scalata. Le accuse sono quelle di aggiotaggio, insider trading, associazione per delinquere. Parte del denaro sottratto alla banca sarebbe stato versato a politici.
18 agosto 2006: l’inchiesta su Bpi rimane a Milano nonostante i difensori di Fazio abbiano chiesto il trasferimento del fascicolo a Lodi.
IL CASO UNIPOL
17 luglio 2005: il consiglio di amministrazione di Unipol (assicurazione legata alle Coop) approva l’Opa su Bnl.
12 agosto 2005: le Fiamme gialle perquisiscono la filiale 14 di Bologna di Unipol Banca.
Ottobre 2005: si apre un filone di indagine sui rapporti tra Unipol e la scalata ad Antonveneta.
27 dicembre 2005: Giovanni Consorte nel corso dell’interrogatorio davanti ai pm è accusato, assieme al finanziere bresciano Chicco Gnutti di associazione a delinquere.
3 gennaio 2006: vengono pubblicate sul «Giornale» le intercettazioni delle telefonate tra Piero Fassino e Consorte.
17 gennaio 2006: la Guardia di Finanza setaccia i conti di Consorte a caccia di nuove prove.
17 luglio 2006: i vertici della Guardia di Finanza lombarda vengono azzerati da una serie di trasferimenti che, ufficiosamente, vengono attribuiti al caso delle intercettazioni compiute sul caso Unipol e ad una decisione presa dal viceministro Visco. Pochi giorni dopo la decisione viene sospesa.