Quell’ospedale fin troppo riservato

Maria Vittoria Cascino

da La Spezia

All'ospedale Sant'Andrea della Spezia nel tentativo di parlare con il direttore generale Roberto Malucelli. Ma va bene anche la segretaria. Che contatti telefonicamente il giorno prima. Il motivo sono le segnalazioni di alcuni nostri lettori spezzini. Tempi grami per i bilanci sanitari, eppure terzo piano dell'ospedale ristrutturato, spostamento della direzione generale dalla sede di Via XXIV Maggio nei nuovi locali, ascensore privato che servirebbe il piano della direzione, e guardia privata a presidiare l'accesso. Be’, la faccenda, a dirla tutta, è un po' datata. Già lo scorso febbraio i consiglieri regionali Luigi Morgillo e Matteo Rosso avevano presentato un'interpellanza all'assessore alla Sanità Claudio Montaldo per conoscere «quali logiche abbiano portato a separare fisicamente la direzione dal resto dell'apparto tecnico amministrativo e quanto siano costate le ristrutturazioni e l'arredamento dei nuovi locali della direzione generale». E ancora «se risulti vero che gli uffici della direzione sono dotati di un ascensore dedicato». Ad aprile Montaldo nega l'esistenza dell'ascensore dedicato e risponde che la ristrutturazioni del terzo piano dell'ospedale è avvenuta «nell'ambito di un intervento più generale, con risorse del contratto di manutenzione del global-service che ha visto la sistemazione dei reparti di nefrologia e di dermatologia, e la ristrutturazione e il restauro dei locali dove sono stati trasferiti gli uffici della Direzione». Morgillo non se ne sta. Perché è inutile, «come fa un sistema delicato come quello della sanità a funzionare meglio con la "testa" da un'altra parte, e cioè con il direttore generale di un dipartimento che sta in un palazzo e tutti gli altri dipendenti a 200-300 metri di distanza?». A febbraio però le interpellanze erano due. Quella ancora senza risposta è sull'accesso al piano sorvegliato da una guardia privata.
Morgillo e Rosso chiedono se «tali decisioni siano coerenti con la politica di razionalizzazione della spesa sanitaria che l'Asl 5 sta attuando e se a fronte dei tagli di molti servizi si possa ritenere accettabile che la direzione aziendale si doti di uffici confortevoli con tanto di vigilanza privata». Sei curiosa, che il politichese ha tempi biblici. L'aggancio telefonico con la segretaria del direttore generale ti rimanda all'addetta stampa dottoressa Beghi. Gentilissima, ti spiega che arrivi tardi, che la notizia è già bruciata da mesi. Oibò! Le giri veloce il quesito amletico: c'è o non c'è l'ascensore? E la guardia privata? «Diciamo che non è un ascensore, ma un semplice montacarichi risistemato» replica la dottoressa, che sulla gestione guardia giurata rimanda al global service. Questa volta non te ne stai tu. Un blitz al Sant'Andrea è d'obbligo. Punti alla direzione generale, terzo piano. Porta aperta a metà, scrivania, aitante guardia giurata che ti si fa incontro: «Devo annunciarla al direttore? Ha l'appuntamento?». Macché, ti qualifichi e chiedi almeno di relazionarti con la segretaria. Lui va, tu allunghi il collo quel tanto per sbirciare nell'altra mezza porta una sciccosa angoliera con sedia pendant. Lo stile non è acqua. La guardia torna con il messaggio della segretaria: rivolgersi alla dottoressa Beghi in Via XXIV Maggio. Ad ognuno il suo ruolo. Provi a chiedergli dell'ascensore, alza le mani: so niente. Vabbè. Caldo torrido. Ti tocca Via XXIV Maggio. La dottoressa dovrebbe rientrare a breve. Aspetti. Passa un'ora. Al piano cominciano a chiederti chi sei. L'addetta stampa è al telefono. Le chiedi un appuntamento per scrivere i fatti alla fonte. Sono le 12 e 15. Fissa l'incontro alle 14 e intanto t'informa di avere saputo dal direttore che il montacarichi in questione è rotto. Quindi... L'afa non dà tregua. Arriva l'ennesima telefonata. Appuntamento annullato. «Il direttore non intende più parlare di questa faccenda, già scritta e chiarita. Siamo invece a disposizione per illustrare altri aspetti della nostra Azienda». Clic. Almeno hai scampato l'insolazione. Peccato che nessuno abbia soddisfatto la tua curiosità. Che è quella dei nostri lettori. E di Morgillo: «Sono contento che qualcuno abbia verificato di persona quanto abbiamo scritto nelle interpellanze. Hanno eretto muri e vige la totale omertà». E chiamala se vuoi trasparenza.