«Quella band italiana inneggia all’Eta Impeditele di suonare qui in Spagna»

da Madrid

Alla Banda, quella dei Bassotti, il gruppo musicale italiano schierato a sinistra e che infiamma i centri sociali, piace l’altra Banda, quella dell’Eta, tristemente famosa non per i dischi, ma per i morti. È una polemica d’esportazione che occupa i giornali spagnoli e che ha come epicentro la città galiziana di Ferrol, conosciuta anche per avere dato i natali a Francisco Franco. Qui sabato prossimo il gruppo «ska-punk» di Roma dovrebbe esibirsi in un concerto che ha sollevato rumore ancora prima che si accendessero gli amplificatori. Le accuse sono di «apologia di terrorismo».
È stata la potente Avt (l’Associazione vittime del terrorismo) a chiedere al sindaco di Ferrol di sospendere il concerto della Banda Bassotti poiché alcune loro canzoni, scritte ed eseguite in lingua spagnola, inneggiano apertamente alle gesta dell’organizzazione terroristica basca, e altre alla causa sandinista e a quella palestinese.
In particolare è «Yup La La», brano del 2003, che ha fatto inorridire e infuriare la Avt. Ecco il ritornello: «Te vitoreamos Eta, tu eres el brazo del pueblo!» («Ti appoggiamo Eta, tu sei il braccio del popolo»). E ancora, scorrendo il testo: «Mas vale que Madrid y el mundo lo aprendan de una vez, no se puede oprimir a los vascos eternamente» («Meglio che Madrid e il mondo lo imparino una volta per tutte, non si possono opprimere i baschi per l’eternità»).
Ma la Avt, che comprende molti parenti delle oltre ottocento vittime cadute per mano dell’Eta, proprio non ci sta. «Se quella canzone sarà eseguita sabato prossimo sul palco, denunceremo per apologia di reato sia il gruppo musicale italiano sia chi gli ha permesso di esibirsi», hanno fatto sapere i legali della Avt. In Spagna la pena per tale reato arriva fino a sei anni di carcere e, nella recente cronaca, ha punito Arnaldo Otegi, il leader basco di Batasuna che dall’8 giugno sta scontando quindici mesi di prigione per affermazioni simili durante una conferenza stampa.
Il concerto dovrebbe tenersi all’interno di una manifestazione giovanile organizzata da un’associazione che già dal nome lascia immaginare ben poco: «Soziedad Alkoholica». E come denuncia la sezione del Partito Popolare della Galizia, «Questa “Soziedad” è molto vicina agli ambienti estremistici e sembra che da anni abbia un canale di comunicazione diretto con gli “etarras”, tanto che in molte occasioni ha devoluto parte dei profitti di manifestazioni simili ai terroristi arrestati che necessitavano dell’assistenza legale». Inoltre, secondo la magistratura spagnola, ha anche composto canzoni altamente denigratorie e offensive nei confronti della polizia e delle loro vittime.
Insomma una brutta storia che è un pessimo biglietto da visita per la musica italiana, che da sempre in Spagna gode di buona salute e che potrebbe conoscere l’infamia se sabato arrivasse la Guardia Civil a staccare i cavi del concerto sul palco di Ferrol.
La Banda Bassotti, che esercita fin dagli anni Ottanta il genere «combat rock», non è nuova a provocazioni simili. Lo scorso 28 giugno il loro concerto di Villa Ada, a Roma, finì in rissa, con tanto di guerriglia urbana tra Forza Nuova e un gruppo dei centri sociali. Il bilancio fu di quattro feriti, tra cui un carabiniere, due auto dei militari distrutte e una ventina di arrestati.