Quella bestia di padrone dovrebbe finire al canile

di Oscar Grazioli

Nell’apprendere notizie come questa chi, come l’on. Gabriella Giammanco, ha lottato duramente per fare inserire nel nuovo codice della strada il reato d’omissione di soccorso anche per gli animali, sarà preso da un moto di sconforto. Vorrei portare una parola consolatoria, a questo riguardo, citando Schiller: «Neanche gli Dei possono nulla contro la stupidità umana». Solo che, in questo caso non si tratta di stupidità, ma di vera e propria criminalità e tutti sappiamo che non c’è persona più pericolosa del delinquente grezzo e ignorante. Esiste infatti anche un modo diverso di commettere lo stesso reato, in questo caso, l’abbandono di un animale. Chi ha deciso di abbandonare un cane di grossa taglia (tipo pastore maremmano), legandolo al guardrail della tangenziale Bari-Foggia è un delinquente molto pericoloso da inseguire, braccare e assicurare alle patrie galere.
Nonostante l’intervento dei volontari di Lav e di Legalo al Cuore, un grosso cane a mantello bianco è morto ieri, dopo essere stato investito all’altezza del km 796 della Bari - Foggia, in direzione Bari. Alcuni automobilisti, che transitavano sulla strada, avevano segnalato la sua presenza alle autorità e alle associazioni di volontariato, ma i soccorsi sono arrivati troppo tardi.
«Un atto gravissimo -affermano in una nota le associazioni, chi lo ha abbandonato ha commesso un reato perseguibile penalmente, aggravato dal fatto di aver praticamente condannato a morte l’animale legandolo al guardrail centrale, che delimita la corsia di sorpasso su una strada a rapido scorrimento, con altissima probabilità di essere investito, piuttosto che a quello in prossimità della corsia di emergenza», commentano ancora Lav e Legalo al Cuore
Ora, al di là della morte del povero cane, cerchiamo di analizzare razionalmente questo gesto, per quanto sia possibile trovare una scintilla di raziocinio dietro di esso. Il cane non è stato legato al guardrail in prossimità della corsia d’emergenza, dove avrebbe potuto cavarsela e dove non avrebbe costituito un pericolo per chi transitava. È stato legato al guardrail delle corsie centrali. Ovvio che, prima o poi, qualcuno lo avrebbe investito o, nel caso fosse riuscito a liberarsi, avrebbe attraversato l’autostrada, con tutte le conseguenze del caso per sé e per chi arrivava in piena velocità.
Il criminale che ha compiuto questo fatto è dunque particolarmente efferato. Non può avere ignorato che, legare il cane al centro dell’autostrada piuttosto che ai margini, avrebbe comportato enormi rischi per l’animale e per un automobilista in arrivo, nonché per se stesso (lo stupido al cubo), perché ha dovuto arrestare l’auto sulla corsia d’emergenza, attraversare l’autostrada, metterci un tot di tempo a legare l’animale al guardrail, per poi tornare alla vettura, oltre tutto con la possibilità di essere visto e segnalato alle autorità competenti.
Ecco perché, non potendo chiedere la pena di morte, sostengo che, qualora dovessero acciuffarlo, dieci anni a spalare merda in un canile e altri dieci a cambiare fasciature agli anziani con piaghe da decubito in una casa d’accoglienza, dovrebbe essere una pena adeguata. Senza sconti però.