Quella cittadinanza che tarda ad arrivare

Egregio Lussana sono un vostro lettore da 30 anni e più e cinque anni or sono mi sono sposato nel Sud Est Asiatico, e nel settembre 2001 ho portato moglie e figlia in Italia. Nel 2003 di maggio ho fatto pratica a Genova di far avere la cittadinanza per esse in Italia. Ma dopo due anni e mezzo ed oltre, ora quasi a novembre non è ancora arrivato niente. Questa cittadinanza sarebbe utile per mia moglie per avere un lavoro (lei era insegnante di scuola media, e la ragazza, mia figlia, dovendo andare all’estero per studi con la classe, non può andare poiché è nel passaporto della madre). Ho raccolto informazioni per la pratica di mia moglie tramite persone in politica e mi è stato detto che vi sono ben 2000 pratiche prima di questa: ora a questo punto se non arriva la cittadinanza entro capodanno mia figlia sarà emarginata. E allora mi rivolgo tramite il vostro giornale alla Signora Ministro Moratti, e al Presidente della Repubblica perché intervengano al fine che queste due donne abbiano la cittadinanza italiana.
Quando io vivevo in Vietnam nel 2000-2001 esse si sono adoperate per darmi ospitalità ed occuparsi dei miei permessi di soggiorno in quel posto, e mi hanno mantenuto. Ora io debbo dimostrare loro la mia riconoscenza altrimenti le deluderò, ma non avendo alcun appoggio mi sento le mani legate ed impotente davanti alla burocrazia statale di Roma!
Vedendo poi che donne polacche sposate con italiani hanno ricevuto la cittadinanza, nonché latinoamericane ed altre etnie solo dopo un anno! Mi sento avvilito e sfiduciato e perciò rinnovo il mio appello al presidente della Repubblica e alla Signora Moratti Ministro della Pubblica istruzione affinché intervengano, e poiché nei loro discorsi parlano di aprire ai giovani extracomunitari e di aiutarli, questa è una loro occasione per mettere in pratica i loro discorsi di maniera.
Se non sarò ascoltato ed aiutato dovrò vendere tutto, casa e ritornare per solidarietà con esse, ma non mi sentirò più italiano, come disse Gaber al Presidente, e butterò alle ortiche la bandiera dopo aver preso la cittadinanza di quel Paese.
Distinti saluti
Sestri Levante