Quella cuoca italiana che con le sue ricette ha conquistato gli Usa

New YorkÈ l'italiana più famosa e amata d'America, come hanno scritto di recente il New York Times e Time magazine. Imprenditrice di una catena di ristoranti italianissimi, a tre stelle, creati tra New York, Pittsburgh, Kansas City, Las Vegas e Los Angeles; nonché scrittrice di libri di cucina con milioni di copie vendute (è la numero uno nelle librerie Usa) e da diversi anni è diventata anche una star televisiva, seguita e venerata dagli schermi della Pbs (la tv pubblica americana) da milioni e milioni di telespettatori con ascolti da far invidia a geni televisivi decantati come Jay Leno e David Letterman. Parliamo di Lidia Bastianich, 60 anni portati sempre con il sorriso sulle labbra che, dal campo profughi di San Saba dove ha vissuto due anni tra stenti e miseria assieme ai genitori fuggiti dalla natia Pola (occupata dal regime di Tito), nel 1958 è arrivata a New York con l'aiuto della Caritas e in pochi decenni ha costruito un piccolo impero economico che dà lavoro a oltre duemila addetti, con una ricetta tutta fatta in casa: all'italiana.
«Tutti a tavola a mangiare!»: così si concludono sempre, da 11 anni, i programmi televisivi con punte di ascolto anche di 9 milioni di telespettatori di questa profuga istriana che puntando sulla nostra cucina, quella vera e più autentica, raffinata e mediterranea, ha fatto di se stessa un vero brand multimilionario. Che Time magazine, in un recente articolo, ha stimato nel valore di centinaia e centinaia di milioni di dollari, definendola la «santa protettrice» dell’industria alimentare italiana negli Usa. Lidia difatti è un «fenomeno», economico e culturale, unico e irripetibile nel difficile e competitivo mondo della televisione Usa (la Pbs è il canale più visto dagli americani), perché è una straniera che come prima lingua parla l'italiano (e il friulano) e nei suoi programmi gastronomici parla solo e soltanto di ricette italiane, di cibi, vini e olii nostrani.
Lidia ha inventato e preparato in famiglia la sua azienda assieme al figlio Joe, suo braccio finanziario, uno dei più noti esperti di vini italiani negli Usa e imprenditore tra i più innovatovi nel campo della ristorazione americana di alta qualità. L'altro braccio di Lidia, quello creativo, è la figlia Tanya, producer dei suoi programmi televisivi e coautrice dei suoi libri culinari. Tutti volumi che per mesi e mesi sono rimasti in testa alla New York Times bestseller list: «Lidia's italian american kitchen», pubblicato nel 1990 ha venduto oltre 650mila copie, mentre «Lidia's Italy», uscito due anni fa, ha venduto 170mila copie in pochi mesi (e sono libri patinati da 35 dollari, non per tutte le tasche).
I suoi show, da sempre, sono girati interamente in Italia per evidenziare le nostre bellezze artistiche e paesaggistiche. Sono un mix ben congegnato e mai noioso. Per l'America e gli americani, Lidia è un marchio italianissimo famoso e conosciuto quanto il Parmigiano Reggiano e la Barilla, come la Ferrari o gli abiti di Giorgio Armani. Il suo website, «Lidias'Italy», ha più di 100mila contatti al mese e vende solo prodotti italici. «Lavoro da quando avevo 12 anni, anche 16 ore al giorno, e sono sull'aereo e con la valigia in mano anche 120 giorni l'anno perché amo quello che faccio. Lavoro con gioia e sono molto attenta a scegliere i miei collaboratori, italiani se è possibile», dice lei. In autunno uscirà il suo sesto libro di cucina e una nuova serie tv di 26 puntate: girate in Italia, come sempre.