Quella destra francese così di moda

La Francia fa parlare di sé perché è un Paese allo stesso tempo ancorato alla propria idea nazionale e sottoposto in pochi decenni a un cambiamento radicale di cultura e abitudini. Ogni luogo comune sullo stato dei nostri vicini d’Oltralpe sembra fatto per essere rovesciato. L’Europa guarda a Parigi e resta a volte distratta dalle intemperanze ormonali del premier Nicolas Sarkozy. Il primo ministro, del resto, spesso più che i politologi stimola i cronisti rosa.
Ed ecco Tacco 13. Intrighi e passioni all’ombra dell’Eliseo, di Yvette Guilbert (Excelsior 1881, pagg. 144, euro 9,50, trad. Fabrizio Caleffi). L’autrice scrive sotto pseudonimo. Trattasi, dicono, di una giornalista parigina molto introdotta nelle stanze del potere, che qui si esprime in un diario degli ultimi mesi, «tra gossip ed epica». Chissà.
Criticato per certe sue disinvolture, Sarkozy (nella foto) è sostenuto da intellettuali blasonati, come André Glucksmann, filosofo ex comunista ed ex rivoluzionario che spiega la propria concezione del mondo in un libro di prossima uscita, Sessantotto. Dialogo tra un padre e un figlio su una stagione contraddittoria e indimenticabile (Piemme, pagg. 200, euro 13,50, trad. Franca Genta Bonelli). Il figlio si chiama Raphael, ed è diventato adulto dopo il crollo del Muro di Berlino. Nel titolo originale c’è un richiamo specifico al leader del centrodestra francese.
La politica dell’Eliseo viene paragonata ad altri modelli europei in La destra nuova. Modelli di partito, leader e politiche a confronto in Francia, Gran Bretagna e Svezia (di Aa.Vv., Marsilio, pagg. 144, euro 9). Gli autori sono analisti seri, non eseguono comparazioni tra le first lady.