«Quella per Genova è la partita della nostra vita»

(...) ma nemmeno autoesaltazioni. Però avremmo tradito lo spirito dei vostri interventi e allora li abbiamo lasciati, alla virgola. Con il rischio di commuoverci. Qualcosa più di un rischio, direi.
Andremo avanti. Andremo avanti a lungo. Perchè se Genova saprà volare alto e liberarsi della zavorra o, quantomeno osservarla con distacco e disgusto, allora Genova ce la farà. Non solo a sopravvivere. Ma a vivere. A tornare la Genova storica, con tutto quello che la definizione comporta.
Poi, certo, si possono condividere o meno tutti gli interventi, in tutto o in parte. Io stesso non ne condivido alcuni. Ma quello che è bellissimo è che da ogni riga, da ogni parola, da ogni virgola, emerge uno straordinario amore per Genova. Che tutti voi, che tutti noi, siamo animati dallo stesso scopo. Che è quello di fare una città e una regione migliore.
Di fronte alla Genova invidiosa, alla Genova assistita, alla Genova parassitaria, alla Genova rancorosa, la vostra è la più bella reazione. È la fotografia del mondo che si raccoglie attorno a queste pagine è quella di una Genova perbene. Quando incontro qualcuno di voi per strada, sul treno o in autobus (sì, viaggio in treno e in autobus, è l’unico modo in cui sono capace di fare questo mestiere), spesso vi rubo un secondo di intimità, e me ne scuso pubblicamente. Vi scruto. Vi guardo in viso. E sempre o quasi sempre mi identifico. Sempre o quasi sempre, dietro quella copia del Giornale brandita a Genova e in Liguria, vedo la Genova più bella. La più pulita.
Ecco, anche questo è un ulteriore motivo di amore.
Il resto lo fanno gli occhi.
Il cielo di Genova di giorno dell’ultima settimana è uno dei motivi per cui vale la pena di vivere.
Lo sguardo sul Tigullio o sul Golfo Paradiso, col mare calmissimo, il riflesso del sole dolcissimo e le montagne innevate sullo sfondo, sono un altro di quei motivi.
Il cielo di Genova di notte delle ultime notti, con le stelle che si rincorrono come in un planetario naturale, è poesia. Poesia pura.
Qualsiasi parola in più sarebbe di troppo.
Genova, la perfezione, Dio, non ha bisogno di altre parole.