Quella giornata di follia omicida

Una giornata di follia: 27 giugno 2005. Un uomo barricato in casa spara con il fucile da caccia contro i carabinieri e l'ufficiale giudiziario che gli sta notificando un'ingiunzione di sfratto. Uccide un carabiniere e l'esattore. Poi spara in strada e fredda un motociclista. Nove sono i feriti: tra questi sei carabinieri e una donna. Una strage. Il piccolo paese di Bogogno, in provincia di Novara, è sconvolto. L'uomo si chiama Angelo Sacco, 54 anni, si era rinchiuso nella sua casa alle 15. Ma a mezzanotte e venti, sette colpi di pistola e due forti esplosioni annunciano l'irruzione delle teste di cuoio. L’uomo viene catturato mentre è seduto comodamente sul divano. Stretto tra due carabinieri in divisa grida alla gente: «Mi volevano portare via la casa».