Quella guerra continua fra i nuovi democristiani

Vano tentativo della Panarello di sconfessare Nicola Bisso

È guerra continua in famiglia fra i democratici cristiani che si disputano una manciata - ancorché, di questi tempi, importante - di voti all’insegna della contrapposizione frontale, di appelli, contrappelli, anatemi e puntualizzazioni che il cittadino ha forte difficoltà, si fa per dire, a decifrare. Il più recente episodio che divide le varie anime degli epigoni di Don Sturzo e Alcide De Gasperi ha per teatro Genova e per protagonisti la professoressa Anna Maria Panarello, commissario provinciale della Democrazia cristiana (simbolo: scudo crociato e scritta Libertas; leader nazionale: Giuseppe Pizza) e Nicola Bisso, candidato alle recenti amministrative per la Democrazia cristiana (simbolo, scritta e leader nazionale: idem come sopra).
Ebbene, l’ex assessore provinciale Panarello, a suo tempo «congedata» dalla squadra del presidente Alessandro Repetto, dirama un comunicato di fuoco in cui viene clamorosamente sconfessato l’apparentamento di Bisso alla candidatura di Renata Oliveri per il ballottaggio di domenica e lunedì prossimi. «Apprendiamo - scrive Anna Panarello - la falsa notizia che la Democrazia cristiana ha deciso l’apparentamento con Renata Oliveri, nonostante sabato sia stato diramato da questa sede provinciale un comunicato in cui si riportava la delibera unanime del coordinamento provinciale di apparentamento al candidato del centrosinistra Alessandro Repetto». Il tono diventa durissimo: «Sconfessiamo gli autori di tale notizia comunicata ai giornali: tali iniziative personalistiche non appartengono alla collegialità deliberante degli organi di coordinamento del partito preposti a decisioni di alta rilevanza programmatico-politica». E mentre gli elettori che hanno votato il 27 e 28 maggio per Bisso (lo 0,823 per cento, non pochi) si chiedono adesso a che santo votarsi, la professoressa Panarello prosegue inesorabile (e con un pizzico di enfasi) senza mai nominare il presunto «traditore», ufficialmente ignoto: «Detti giochi ignoti non appartengono né alla nostra storia personale, né alla storia del nostro partito che ha risollevato l’Italia dalle macerie della guerra facendola diventare la settima potenza mondiale. Ribadiamo lo sconcerto per la scorrettezza di singoli ignoti di tale iniziativa che credono di strumentalizzare il partito a fini personali».
Segue una serie di considerazioni a favore della candidatura Repetto. «Le ragioni della nostra adesione a Repetto sono di natura esclusivamente programmatico-politica e lontane da altre motivazioni di tipo mercantilistico. Noi condividiamo le scelte programmatiche di Repetto, la sua sensibilità verso forti iniziative di carattere sociale (tutela anziani e fasce deboli), di carattere ambientale (inceneritore e ciclo dei rifiuti), paesaggistica e della sicurezza (politica e sicurezza dei corsi fluviali) ecc.». Bisso però va avanti per la sua strada e, come riferiamo qui accanto, conferma l’apparentamento convinto a Renata Oliveri. «Noi siamo gli unici a poterci presentare con il simbolo storico e il motto Libertas - ribadisce -. Anche se in giro circolano altri presunti democristiani, la vera Dc è solo questa: un partito rinnovato, ma che eredita forti valori mai sconfessati». L’affondo è lapidario: «Crediamo in una politica ispirata ai valori cristiani, e costruita senza continui litigi con l’opposizione».
Con il proprio partito, invece, sì?