«Quella maglia non è da Genoa»

«Torna a casa Bobo», dice con un nikname un tifoso genoano. Perché gli argomenti di conversazione, negli ultimi giorni in casa rossoblù, sono soltanto due: il ritorno in blucerchiato di Vieri e nuova maglia confezionata dalla «Errea». Cosa è accaduto? Semplice, come ogni anno il Grifone ha rinnovato la propria divisa di gioco che, però, questa volta sembra poco apprezzata dai sostenitori del Genoa. O meglio, c'è a chi piace e chi, invece, non la può vedere. Così senza far troppo caso alla campagna acquisti che sta portando avanti da Ibiza il patron Enrico Preziosi, ecco che sul portale più gettonato dai rossoblù, www.grifoni.net. praticamente non si parla d'altro. Dice «Pacciani», il 7 luglio: «Il problema di fondo è che molti interpretano una critica forte verso le nuove maglie come ostracismo verso la dirigenza. Prendetela invece per quello che è realmente, ovvero solo una critica. Qualcuno (e non sono pochi) più attento alla tradizione si è mosso per protestare vivacemente contro questa maglia. Non ci penserei troppo a rifare tutto (se non altro perché ne venderebbero il triplo). Sono convinto che anche Preziosi saprà capire che si tratta semplicemente di una critica (e anche costruttiva) perché le tradizioni si rispettano».
Gio63: «Trovo molto giusto cercare di difendere la tradizione del nostro amato Genoa e penso che le modifiche alla maglia o allo stemma vadano fatte con molta attenzione da parte di chiunque».
Ecco il primo punto: le tradizioni si rispettano. Perché a non piacere della nuova maglia è soprattutto quella banda rossoblù che dal braccio sale, ai lati, fino al colletto: troppo uguale, dice qualcuno, alla maglia indossata dai giocatori del Cagliari. Ma la polemica si è infuocata quando un writer ha creato un banner con la scritta: «Questa maglia fa schifo» (banner visibile sullo stesso sito internet) e da qui si è aperto un vero e proprio dibattito tra pro e contro. «Va bene dire che la maglia non piace, ma mai dire che questa maglia fa schifo», la risposta più ricorrente. Poi c'è «Mons» che spiega più chiaramente il concetto. «Il banner significa, per i più testoni, per chi non vuol capire per cocciutaggine, amore quasi sensuale per il Presidente attuale del Genoa... Non significa che la casacca in sè, quella che ci appartiene fa schifo, non significa che i colori rossoblù fanno schifo. Significa che questa versione non rispetta la nostra Storia, la insulta».
Altro problema sottolineato dai tifosi del Grifone: i colori troppo accessi della nuova casacca. Lo sottolinea Old Faithful: «La maglia può piacere o non piacere, ma per dovere di cronaca, per chi non l'avesse ancora vista dal vivo, vorrei precisare che "il banner" non riporta i colori corretti della nuova maglia che sono rosso e blu, non rosa/fucsia e azzurro scuro, poi possiamo metterci con la lente di ingrandimento a disquisire sui punti di rosso e i punti di blu, ma in quel caso i puristi penso che giudicherebbero la diversità dal colore da quella indicata nei sacri testi come un peccato veniale…».
Insomma (in attesa di una decisione del patron Preziosi) la querelle non sembra destinata a placarsi anche se i tifosi genoani hanno anche un altro argomento di conversazione molto caro: la Bobo Story ovviamente. «Bo, bo, bo», il ritornello dell'estate sul «muro rossoblù». «Peccato - dice un genoano - che nell'isola sia stato rifiutato e la sua grande scelta di vita è ovviamente finita con appigliarsi a quella maglia per cui gongola…».
Poi c'è chi, come Jax, ieri scriveva: «..Dicevo che non auguro quasi mai male a nessuno ma mi auguro caldamente che la ciclistica accetti di integrare Vieri nelle sue fila». Come dire: meglio, per i supporter del vecchio Grifone, un Bob blucerchiato che un Bobo isolano.