Quella missione maledetta dopo migliaia di salvataggi

Sei delle otto vittime erano pugliesi del centro Sar di Brindisi
Tre di loro 10 giorni fa avevano salvato la vita a una neonata

Rimini Sono già arrivate le reazioni di tutto il mondo politico italiano e delle istituzioni francesi quando, dopo la tragedia, cominciano a rimbalzare i primi dettagli sull’equipaggio che era a bordo dell’elicottero dell’Aeronautica italiana schiantatosi in territorio francese. Tra le otto vittime, sette sono militari del centro Sar di Brindisi: capitano pilota Michele Cargnoni, 30 anni, di Brescia; tenente pilota Marco Partipilo, 29 anni, di Bari; primo maresciallo Giovanni Sabatelli, 50 anni, di Fasano (Brindisi); primo maresciallo Carmine Briganti, 41 anni, di Balzano (Taranto); maresciallo di prima classe Giuseppe Biscotti, 37 anni, di Grottaglie (Taranto); maresciallo di prima classe Massimiliano Tommasi, 34 anni, di Calimera (Lecce); maresciallo di prima classe Teodoro Baccaro, 31 anni, di San Vito dei Normanni (Brindisi) e il capitano pilota Stefano Bazzo, 32 anni di Vicenza, l’unico in servizio all’83/o Centro Sar di Rimini. Proprio da Brindisi era partito l’HH-3F precipitato in circostanze ancora ignote. Una missione maledetta quella dei militari che ieri hanno perso la vita mentre si dirigevano in Belgio, dopo aver fatto scalo a Rimini ed essersi uniti a un altro velivolo dello stesso tipo, per poi fare rotta alla volta della base militare di Florennes dove era prevista un’esercitazione. È probabile che il velivolo abbia lasciato la città pugliese con sette persone a bordo, per poi raccogliere a Rimini l’ottavo passeggero, l’unico ufficiale di stanza nella base romagnola. Per evitare che la famiglia di una delle vittime scoprisse dalla televisione della tragedia, il comandante [TESTO]Giovanni Telesca, tenente colonnello dell’83esimo Sar di Rimini[/TESTO], ha deciso di recarsi personalmente dai parenti per avvertirli del disastro. Mentre il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, inviava al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Vincenzo Camporini, un messaggio di «cordoglio, di solidarietà e di intensa partecipazione al dolore provocato dal luttuoso evento»; mentre i deputati di entrambi gli schieramenti del Parlamento si univano al dolore delle famiglie insieme con il ministro della Difesa francese, Hervè Morin, che ha chiamato il suo omologo Ignazio La Russa, gli interrogativi sulle cause della tragedia ieri si sono rincorsi senza risposta. Come previsto dalle procedure in tema di sicurezza del volo, l’Aeronautica militare ha nominato una commissione d’inchiesta. Gli elicotteri del 15/o Stormo di Pratica di Mare, cui apparteneva l’HH-3F precipitato in Francia, sono specializzati nell’attività di ricerca e soccorso: dal 1965 ad oggi i velivoli dello Stormo hanno salvato circa settemila persone in pericolo di vita, effettuando oltre 300mila ore di volo in missioni reali e di addestramento. Gli elicotteri operano su tutto il territorio nazionale, sotto la responsabilità del Comando Operativo delle Forze Aeree di Poggio Renatico (Ferrara) e i loro equipaggi sono pronti ad intervenire 24 ore su 24 con team specializzati di aero-soccorritori e con la possibilità - unici in campo aeronautico - di operare anche di notte. Solo dieci giorni fa tre di loro (Cargnoni, Griganti e Biscotti) erano stati protagonisti del salvataggio di una neonata di appena quattro giorni, cardiopatica, che doveva essere trasferita d’urgenza da Taranto a Napoli. Anche il capitano pilota Stefano Bazzo era stato protagonista di un analogo intervento trasportando da Malpensa a Padova un cuore da trapiantare. La tragedia ha scatenato una catena di dichiarazioni di solidarietà alle famiglie, tra le quali non sono mancate quelle dei rappresentanti politici pugliesi. «Desidero esprimere profondo cordoglio e tutta la mia vicinanza alle famiglie dei militari morti nel terribile incidente in Francia. Un dolore grande per il nostro Paese e in particolare per la Puglia», ha affermato in una nota il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto. Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha deciso di sospendere ogni manifestazione in corso a Torino in occasione del Salone del Gusto, dove si trovava con una delegazione della Regione Puglia, per incontrare, tra l’altro, i pugliesi emigrati in Piemonte. Con una nota il governatore «si unisce, insieme a tutti i pugliesi, al dolore delle famiglie dei militari caduti».