Quella nomina «avventurosa» firmata Illy

L’ingaggio di Andrea Viero censurato dalla stessa Cgil: «È un espediente anomalo»

nostro inviato a Trieste
Tra i più recenti scricchiolii - non soltanto elettorali - che sembrano annunciare un sisma politico in Friuli Venezia Giulia alle Regionali 2008, con un prevedibile benservito alla giunta Illy e al suo folto e ben pasciuto codazzo di palafrenieri, sbandieratori, musici e giullari, c’è quello chiaramente avvertito in tutta Trieste il 3 aprile scorso. Ovvero soltanto cinque giorni prima delle elezioni politiche che avrebbero poi visto, in Regione, la Cdl stracciare il centrosinistra con dieci punti percentuali di distacco. Giorno storico, tra l’altro, quel lunedì 3 aprile: perché per la prima volta in 25 anni i dipendenti della Regione sono scesi in strada. Con striscioni, fischietti e altoparlanti. Ma soprattutto incavolati neri.
Nei confronti di una persona, in particolare: Andrea Viero, il Gran Visir di corte, la «testa di serie» tra i beneficiati da Riccardo Illy, destinatario di un prestigioso incarico esterno tra i tanti generosamente elargiti con il denaro pubblico. Viero, dal 2003, è infatti il Direttore generale della Regione, l’uomo più potente subito dopo il Capo grazie a una nomina ad personam e a una carica creata apposta per lui. È alla guida di un ufficio e di uno staff che ha un costo stimabile in oltre 3 milioni di euro (al suo insediamento sono stati 54.286 gli euro spesi per rifare i timbri e 39.304 quelli per la nuova carta intestata).
Quanto a lui, gode di uno stipendio da 215mila euro annui. Non a caso, «Con lo stipendio del signor Viero si sfamerebbe un continente intero!» è stato in quella mattina d’aprile uno degli slogan più gentili che l’interessato, uscendo dal palazzo regionale sulla vettura di servizio, ha dovuto raccogliere fendendo una folla di almeno 2mila persone (sui 3mila dipendenti regionali) in attesa com’erano, da oltre 50 mesi, del rinnovo del proprio contratto di lavoro. La posizione di Viero (classe ’64, nativo di Marostica, già segretario comunale a Trieste all’epoca dell’Illy sindaco), era stata voluta dal presidente prima ancora del varo della legge che ne avrebbe istituito la carica. Tanto che la stessa Cgil, irritata, aveva definito la prassi di ingaggio «un escamotage anomalo e avventuroso».
Il nome di Viero fa poi capolino anche in un’altra vicenda, molto più leggera, quella della società White Sheep (Pecora Bianca), costituita nel settembre 2003 oltre che da Giovanni Turazza (di Monfalcone) e Gabrio Abeatici (avvocato triestino), anche dalla moglie di Illy, Rossana Bettini, dalla loro figlia Daria (insegnante di ginnastica e personal trainer), dal dirigente della Comunicazione regionale Fabio de Visintini e, appunto, dallo stesso Viero. I quali ultimi due, all’atto di costituzione della società erano il primo già in Regione e il secondo in via d’arrivo. In contrasto quindi con l’articolo 10 della legge sull’impiego dei dipendenti regionali che impedisce loro l’esercizio di attività commerciali. La società, una srl con sede a Trieste in via Carpison 10, aveva una missione estremamente vasta: produzione, acquisto, vendita, rappresentanza, import, export e perfino transito di prodotti tessili e d’abbigliamento, ma anche alimentari e non alimentari. Insomma, qualcosa che ricordava per eterogeneità la cabarettistica azienda di Cochi & Renato che vendeva «Tacchi, dadi e datteri». Non a caso, dopo un periodo di assoluta inattività, anche la White Sheep è finita in ridere: liquidata.
Comunque, è sempre il ricorso alle consulenze esterne la vera «cifra» che caratterizza l’amministrazione Illy. Lo ricordiamo: 48 contratti esterni firmati dall’insediamento, nel giugno 2003, al dicembre dello stesso anno. Otto consulenze al mese, un record. Già detto della triade più vicina - vicinissima - al presidente, ovvero il portavoce Angelo Baiguera, il direttore della Comunicazione Fabio de Visintini e il direttore generale Andrea Viero (di cui sopra), sfogliando fior da fiore si trovano sorprese a volte anche gustose. Meno che per i friulani, costretti a pagarne il conto.
Cominciando, magari, dai 50mila euro assegnati al signor Gianni Pizzati per uno «Studio nel campo del benessere, delle pratiche naturali e della qualità». Un’autentica perla di vaghezza e di frivola inutilità che si incastona però perfettamente nella struttura mental-culturale dell’entourage di re Riccardo. Il curriculum vitae del Pizzati è del resto miele colato, per quel mondo salottiero. Diplomato al liceo artistico, di lui restano indelebili tracce professionali come disegnatore di poltrone e curatore di campagne pubblicitarie per cosmetici e orologi. Ma è il suo «Percorso formativo nelle biodiscipline» quello che deve aver titillato di più il pensiero debole degli uomini e delle donne di Corte. Dal diploma della Scuola di Shiatsu di Padova a quello americano presso l’altisonante International Shiatsu School, da quello di macrobiotica a Kiental (Svizzera) alla licenza in Sei-Tai, la chiropratica giapponese. Tutte cose di cui non si può fare a meno.
Il buon cuore dell’amministrazione Illy non si ferma però qui. Anzi, è comprovato dall’interessamento verso interi nuclei familiari. Come la famiglia Del Campo, per esempio. Che vede in prima fila il professor Franco, docente di una fondamentale materia quale «Tecniche e forme della Comunicazione sportiva» all’Università di Trieste, ma anche presidente per nomina giuntale del Corecom, ovvero dell’organo regionale di garanzia sulla stampa, compreso il rispetto della par condicio. Incarico, quest’ultimo, per il quale percepisce un’indennità di 3.532 euro mensili. Bene, il suo nome compare in un’interrogazione del consigliere di An Paolo Ciani, dove risulta che il Del Campo appariva anche tra i docenti di un «Corso di comunicazione efficace nelle relazioni interne ed esterne», strutturato su più edizioni e destinato ai dipendenti regionali delle categorie B e C. E tra gli altri docenti figuravano, guarda caso, anche sua moglie Ariella e la figlia Giovanna, quest’ultima con funzioni di tutor.
La preoccupazione della giunta Illy che la famiglia sia un’istituzione da aiutare ha trovato del resto altre conferme. Che puntualmente hanno sollevato le reazioni dell’opposizione, finite anche in esposti alla Procura. Come è avvenuto per l’assunzione a Direttore per le bonifiche e le risorse agricole di Luciano Davanzo (95mila euro annui), manager dal curriculum ineccepibile, ma anche, per coincidenza, marito della consigliera regionale di maggioranza Alessandra Battellino. O come si è ripetuto con la consulenza per 50mila euro, come esperta di prassi contrattuali e contenzioso negli Enti locali, affidata alla dottoressa Magda Uliana. Anche lei con un curriculum di tutto rispetto, ma pur sempre anche moglie di quel Sergio Cecotti che è l’erratico sindaco di Udine oltrechè, casualmente, sodale politico del presidentissimo Illy.
(2. continua)