Quella nonna aveva ragione

Domenica il fondo genovese del Giornale ha doverosamente dato spazio alla sconcerto di una nonna che andando al cinema con i nipotini si era trovata costretta a vedere pubblicità e promo non certo confacenti alla programmazione per bambini. Uno sconcerto che purtroppo non è legato solo alla più o meno grande sensibilità del gestore di un cinema ma che è alimentato da un sistema di comunicazione pubblicitaria che sembra ormai senza pudore. Per avere un esempio di quanto dico basta guardare la cartellonistica per strada. Di fronte a questo viene da pensare che oltre alla giusta tutela sui minori a livello di Tv e radio bisognerebbe allargare il discorso a tutto il sistema dei media. Continuando a non fare nulla non faremo altro che contribuire allo sviluppo di una società «amorale» dove i bambini vengono sopraffatti dai messaggi negativi. Per evitare tutto questo oltre alle logiche di prevenzione è imprescindibile che si investa nella formazione dei «comunicatori». Investimento che dovrebbe portare i famosi codici Etici della categoria non come una serie di norme da imparare ad eludere ma come una serie di principi su cui impostare il proprio operato professionale. Oltre a questo le Istituzioni devono investire sul sistema Famiglia. Sistema che è rimasto, molte volte unico e solitario, soggetto portatore di quei principi di solidarietà e moralità su cui si dovrebbe basare una società normale. Investire sulla Famiglia vuole dire aiutarla a crescere e fortificarsi senza umiliarla e denigrarla. Investire sulla Famiglia vuole dire aiutarla fiscalmente e socialmente. Investire sulla Famiglia vuole dire saperla ascoltare e coinvolgere. Senza questo tipo di investimenti non faremo altro che creare una società priva di riferimenti morali, incapace di costruire, capace solo di nascondere la sua pochezza ideale con battaglie che hanno a cuore più la distruzione della persona che la sua crescita ed evoluzione.