Quella parolina magica

Attualmente, al centro del dibattito ligure c’è il problema posto da un’emittente televisiva locale che ha sfidato la Rai sul terreno del «servizio pubblico», con il rischio che debba anche firmare l’assegno del Sig. Bonaventura. L’espressione «servizio pubblico», soprattutto se pronunciato da donne e uomini politici con esplicito riferimento a quella emittente locale, costituisce una vera e propria «parola magica che dà notorietà», consentendo l’accesso ai dibattiti televisivi: infatti, «basta appena dirla che ti invitano per il tè». Per questo motivo è da notare che nessuna voce critica o dissenziente è stata, sino ad oggi, fatta filtrare sullo stesso canale televisivo, negando, così, il carattere di servizio pubblico che pretendeva di attribuirsi.In Rai, al contrario, la dimensione autocritica, a volte oltre il limite dell’autolesionismo, è purtuttavia un suo carattere naturale constatabile ogni giorno. Democrazia significa rispetto del dissenso, anche quello più piccolo o più scomodo.Nessuno di noi «dissidenti», pertanto, dirà mai la parolina magica.
P.S. Il «successo strepitoso» è assicurato per gli altri.
Segretario Regionale
Alleanza Monarchica