Quella piena sintonia con il governatore: istituti creditizi nani

La prima volta di Mario Draghi alla relazione di Lamberto Cardia è quasi una prima assoluta: non è facile ricordare un governatore della Banca d’Italia che si reca ad ascoltare il presidente della Consob. È successo solo nel 1998, quando l’allora capo della Commissione, oggi ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, introdusse il rito dell’incontro finanziario. Da allora Antonio Fazio non si è più recato a Milano, delegando il suo direttore generale, Vincenzo Desario. Non senza segnare una certa freddezza tra Bankitalia e la Consob, giudicata per anni da via Nazionale come un’authority di serie B. Mentre il presidente della Commissione è regolarmente presente alle Relazioni finali del Governatore. Ieri la svolta. Che suggella la forte sintonia d’intenti tra Consob e il nuovo Governatore. Sottolineata da Cardia quando ha richiamato le dimensioni troppo ridotte del sistema bancario, e i troppi intrecci con l’industria. Due punti cari allo stesso Draghi. Di cui Cardia ha lodato anche l’iniziativa di eliminare l’obbligo di Opa preventiva sulle banche. Più d’accordo di così non si poteva.