Quella signora infelice trova scampo nella fantasia

Stile e ironia in «Una donna nella mente»

Il teatro di Alan Ayckbourn non finisce mai di stupire per la varietà dei suoi temi, la perfezione drammaturgica, ma per la finezza con cui delinea un'intera fascia sociale, quella middle class, che non è solo inglese. Il successo di Ayckbourn sui palcoscenici di tutto il mondo, che ha l'unico equivalente nelle commedie dell'americano Neil Simon, nasce dalla sintesi di umorismo agrodolce e di umanità mai convenzionale dei suoi personaggi, alla quale si aggiunge un senso perfetto dei meccanismi teatrali.
Con il passare degli anni, il suo dialogo ricco di sfumature e di sottigliezze, memore di un autore a lui caro come Cechov, ha dato ai suoi personaggi imprevisti tratti malinconici e perfino amari. Una donna nella mente, in scena al Teatro Manzoni di Roma fino al 24 febbraio e poi in tournée, ha per protagonista una donna, Susan, che delusa dalla sua situazione familiare, si crea una famiglia immaginaria. Se la prima la rende infelice, la seconda l'appaga e le dà una nuova ragione di vita. Sostituisce così il vero marito, un anziano pastore protestante, con un marito immaginario, affascinante e pieno di attenzioni. Lo stesso fa con il vero figlio, egoista e cinico, sostituendolo nella sua mente con una figlia allegra e affettuosa. L'unico punto di riferimento costante di Susan è il medico di famiglia, ma un banale incidente rompe l'equilibrio tra grigia realtà e appagante immaginazione. Susan troverà, però, alla fine, una sua via d'uscita.
Carlo Alighiero, specialista di Ayckbourn, dirige con mano elegante uno spettacolo che ha in Elena Cotta un'interprete ideale, con la sua recitazione che è un modello di finezza, ironia e understatement, e in Arnaldo Ninchi (il marito vero) un attore di misura e umorismo anglosassone. Li affiancano, in un cast singolarmente omogeneo, Gerolamo Alchieri, Riccardo Barbera, Michela Caruso, Claudio Spadola, Annalisa De Simone e Marco Zordan. Le scene di Giovanni Di Mascolo danno allo spettacolo un tocco in più di poesia.