Quella signora non è mia moglie

Caro dottor Lussana, lei mi ha cacciato in una situazione a dir poco imbarazzante. La pubblicazione del 2-11-05 dal titolo «Un marito racconta» «Quella zucca vuota che ha fatto infuriare mia moglie», ha suscitato una quantità di telefonate da parte di amici e conoscenti «come, quando, non avete detto niente... ecc.». Ed io ad affannarmi a convincerli che nel testo originale la parola moglie non l’avevo scritta, che il cronista incautamente o subdolamente l’aveva aggiunta. A nome di tutto il parentado la voce della zia Amalia ha sussurrato «Figliuolo, siamo tutti contenti, finalmente hai messo fine alla tua situazione scandalosa (?!!), però la tua zietta non avrebbe dovuto saperlo tramite «il Giornale».
Non parliamo poi di Giorgio e Annalisa i nostri ospiti di quella serata. Specialmente l’Annalisa, persona dolce e amabilissima che ha suggerito alla mia amica «Cara, il dottor Lussana, degna persona, inconsciamente ha dato una spinta per legalizzare la vostra unione. Se, come spero, l’evento si realizzerà potrebbe essere il tuo testimone di nozze». Dottore, hello, help, Hallowen, Harachiri!!
Suo affranto