Quella tecnologia «made in Italy»

da Milano

Quello realizzato da Autostrade in Austria è il sistema di esazione dinamica più avanzato al mondo. Il rilevamento del transito, infatti, non avviene ai caselli, bensì lungo la carreggiata attraverso radar posizionati ogni 5 chilometri circa. «Alla gara indetta da Asfinag - spiega al Giornale Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia - partecipavano anche gruppi del calibro di DaimlerChrysler, Siemens e Ibm. Alla fine la scelta è caduta sulla società italiana». Ora Autostrade si prepara a investire e a partecipare a gare in altri Paesi dell’Europa centrale, come Repubblica ceca, Slovacchia, Ungheria, Polonia e Slovenia. La raccolta dei pedaggi attraverso sistemi a microonde sviluppati in Italia sarà a disposizione di Asfinag solo in Austria, mentre negli altri Paesi essa potrà portarlo solo in cooperazione con Austostrade, come previsto dagli accordi. Tra i pregi del Telepass messo a punto per l’Austria c’è l’assenza di caselli, a tutto vantaggio della fluidità del traffico. Il sistema rappresenta l’unica soluzione praticabile per poter «pedaggiare» reti caratterizzate da numerosi svincoli e dall’assenza di caselli. In Italia, per esempio, potrebbe essere efficacemente installato sulla Salerno-Reggio Calabria oppure sulle superstrade gestite dall’Anas. Autostrade, intanto, si appresta a lanciare un sofisticato Telepass ricaricabile: «Il pedaggio - spiega il top manager - verrà scalato dal credito in tempo reale e l’utente sarà subito informato dell’avvenuto pagamento». Il dispositivo, che si aggiunge al Telepass Family, studiato appositamente per le persone fisiche e che può essere spostato da un’auto all’altra, e a quello per le moto, in funzione dall’inizio dell’anno, sarà testato nei prossimi mesi. ««Il Telepass - aggiunge Castellucci - è un’invenzione tutta italiana e la tecnologia è di Autostrade». Nel Paese ne sono in circolazione più di 4,4 milioni e sono oltre 2 milioni i transiti effettuati ogni giorno attraverso le speciali piste di colore giallo. Il sistema, sperimentato per la prima volta nel 1989 e lanciato ufficialmente l’anno successivo in occasione di Italia ’90, consente il pagamento del pedaggio attraverso lo scambio di informazioni via radio tra il terminale che si trova sul veicolo e un insieme di apparati integrati negli impianti dei caselli.