«Ma quella vecchia era più vicina»

Sulla stampa cittadina omologata è tutto un peana per la nuova stazione di Prà: comitati festanti, autorità gongolanti, preti benedicenti, mentre il popolo sentitamente ringrazia. Peccato che al coro dei laudatori non possano unirsi quei disgraziati pendolari che hanno la sfortuna di abitare a Palmaro, che è pur sempre un quartiere di Prà, ma che sembra destinato a raccogliere solo i disagi di qualsiasi novità che loro si prospetti. Il primo è costituito dall'aumento della distanza dalla nuova stazione: se prima ci volevano due fermate di autobus da Palmaro bassa, adesso ce ne vogliono tre, e nelle ore di punta questo si traduce in diversi minuti di tempo, a causa del traffico in via Prà. Pazienza, vorrà dire che ci alzeremo prima. C'è comunque un altro inconveniente: dalla fermata del bus fino all'attraversamento in corrispondenza di Piazza Sciesa occorre percorrere un tratto di via Prà lato mare non protetto da marciapiede, con i rischi che ciò comporta per l'incolumità personale. Inoltre la nuova stazione è costituita soltanto da una pensilina aperta da tutti i lati, per la felicità dei passeggeri in caso di pioggia e di vento, che, come si sa, a ponente si fa sentire in modo particolare. L'unico aspetto positivo è la presenza di un parcheggio automobilistico, ma i pedoni, che rappresentano la maggior parte dei pendolari, come al solito sono comunque esclusi.
A tentare di mitigare questo malcontento, si prospetta da un lato l'apertura in tempi tuttora ignoti di una nuova stazione a Palmaro, dall'altro si afferma che la zona è ancora un cantiere e che prossimamente, forse a giugno, si potranno aprire nuovi varchi e (chissa?) le linee collinari di Palmaro alta potrebbero essere prolungate fino all'imbocco della stazione. Ben venga la nuova fermata dei treni a Palmaro, purchè non sia solo una vaga promessa e soprattutto non sia come la stazione di Via di Francia, dove ferma solo un treno all'andata e uno al ritorno. Da voci ufficiose vicine alla Circoscrizione Ponente sembra proprio che sia così, alla faccia del carattere metropolitano della linea Voltri-Nervi!
Se per il resto è vero, come si afferma, che in capo a due mesi alcuni degli inconvenienti sopra riportati potranno essere risolti, perché l'apertura della nuova stazione non è stata brevemente rinviata? Dopo decenni di attesa, nessuno avrebbe protestato, e i disagi sarebbero stati evitati. Un diavoletto dispettoso mi insinua un dubbio maligno: sarà forse che l'inaugurazione dovesse essere fatta inderogabilmente una settimana prima delle elezioni?