Quella voce ribelle indomabile coscienza del rock’n’roll

A trent’anni dalla morte (agosto 1977) escono i doppi cd «At the Movies», «The King», «Viva Las Vegas» e tutti i film in dvd

Se Elvis è vivo - come vogliono certe leggende metropolitane, secondo cui avrebbe preso il posto di uno dei suoi innumerevoli sosia - oggi avrebbe 72 anni e si godrebbe, nell’anonimato, le celebrazioni previste per il 16 agosto, trentesimo anniversario della sua morte ingloriosa. Lo trovarono nel bagno di Graceland (la sua reggia) sfatto, obeso, straimbottito di pillole di ogni specie, mentre leggeva Ricerca scientifica sul volto di Gesù e Sesso ed energia psichica. Nessuna traccia del giovincello sensuale che a colpi di bacino e con il ruvido turgore della sua voce baritonale insegnò per primo ai ragazzini il rock’n’roll come cultura popolare, spingendo cantanti come Frank Sinatra ad annunciare che quella «era la musica marziale di tutti i delinquenti della terra».
Un ragazzino che, nel bene e nel male, nessuno potrà (né vorrà) mai dimenticare. Anche l’Italia discocinematografica s’è mobilitata per un tributo al Re come Dio comanda. Da questa settimana sono nei negozi due doppi cd, The King con 52 classici remasterizzati e Elvis at the Movies, con 40 brani che hanno fatto da colonna sonora ai suoi film. A proposito di film, stanno uscendo in dvd tutti i film di Elvis con commenti, backstage e sottotitoli. Tra i più importanti (perché molti dei suoi film erano storielle ridicole) Jailhouse Rock (Il delinquente del r’n’r) che in questi giorni compie cinquant’anni, Viva Las Vegas in edizione Deluxe con commenti e interviste, G.I Blues, Blue Hawaii. Per concludere la scorpacciata elvisiana a fine agosto uscirà il doppio album Viva Las Vegas che riprende estratti dai suoi celeberrimi concerti a Las Vegas, di cui uno inedito. Elvis è il re del rock, ma nel 1956 ha piazzato 10 canzoni nei piani alti delle classifiche e lì sta il suo segreto: combinare rhythm and blues e country e western in uno stile completamente nuovo. I veri rocker amano più di tutto l’Elvis degli esordi, quello che nei mitici studi della Sun Records rilegge il blues That’s All Right di Arthur «Big Boy» Crudup con voce impaziente ed enfasi ritmica, come un giovane bianco che stia cercando di abbattere tutti gli steccati razziali e generazionali. Era un diavolo nei brani veloci (You’re a Heartbreaker, Mistery Train), sostenuto dal basso di Bill Black e dalla chitarra di Scotty Moore. Ma il grande successo arriva dopo, quando il suo scopritore Sam Phillips lo cede alla Rca (nel novembre 1955) e il nuovo manager, il picaresco colonnello Parker, prende il controllo della sua vita, trasformandolo da ribelle a bravo ragazzo. All Rca Elvis dà ancora prove strepitose e selvagge come Hound Dog (rilettura del «provocante» blues di Big Mama Thornton)che scandalizzano il pubblico televisivo, tanto che al popolare show di Steve Allen è obbligato a cantare immobile e in abito da cerimonia.
Inizia così la «ripulita» dell’immagine di Elvis. Un ribelle? Ma se col primo milione ha comprato una casa per sé e per i poveri genitori (Graceland appunto). Elvis fa l’attore e interpreta il tema del suo primo film, Love Me Tender, una morbida ballata d’amore. Vedete, spiega il colonnello Tom, Elvis è un romanticone che crede nell’amore. Poi, ciliegina sulla torta, nel 1958 Elvis, accompagnato da un gigantesco battage pubblicitario, parte per il militare perché «è un patriota e un vero americano». Quando torna molte cose sono cambiate, e anche il repertorio di Elvis diventa sempre meno rock e infarcito di ballate pop, gospel, melodiche. A quel punto, molti fan come l’imberbe John Lennon lo hanno già mollato. Lui col tempo diventa preda delle manie, delle droghe, delle pillole, a caccia dell’onnipotenza sessuale e impegnato a modellare la realtà secondo i suoi desideri. (Nel 1970, sconvolto dalla droga, riuscì a farsi eleggere da Nixon capo dell’ufficio antidroga).
A parte i pettegolezzi, quando il fisico e la voglia lo riportavano al rock, era ancora travolgente. Lo testimonia il cd The King che spazia dall’energia di Jailhouse Rock a quella di All Shook Up, dal rockabilly di That’s All Right alla maestosa Are You Lonesome Tonight passando per il gospel Crying In the Chapel e per A Mess of Blues. Lo testimoniano i concerti di Las Vegas del ’69, dove mature signore ricche gli lanciano ancora sul palco le mutandine e le chiavi della loro stanza d’albergo.