Quella voglia d’Oltremare

Ho partecipato all'incontro di presentazione della Fondazione Oltremare, organizzata da Enrico Musso. Grande folla ed ovviamente grande curiosità. In una città che caratterialmente non è facile ad entusiasmarsi e che politicamente sembra adagiata su se stessa è già un bel segnale, che sottolinea l'indubbio carisma del «padrone di casa».
La grande capacità di Musso è non solo quella di sforzarsi, pur essendo un politico a tempo pieno, di guardare al di là dei bassi orizzonti della cronaca (politica e non), quanto anche di essere consapevole che, nell'epoca della fine delle ideologie, sia necessario uscire fuori dalle vecchie strettoie su ciò-che-è-di-destra-ciò-che-è-di-sinistra per individuare nuovi riferimenti valoriali e programmatici.
È una sfida che sa di «mare aperto», di nuove rotte, su sui sperimentare la propria capacità di «buon governo» dello strumento politico-amministrativo.
Questa voglia di andare «oltremare» è anche il filo che emozionalmente può legare ambienti e sensibilità diverse e lontane, in una città che deve ritrovare l'orgoglio dell'appartenenza ed insieme la volontà della ricerca e quindi del suo sperimentarsi nuova.
Certe curiosità «trasversali», sottolineate, all'incontro di presentazione, dalla presenza di esponenti politici del centrosinistra oltre che di centrodestra, la dicono lunga sulle potenzialità dell'iniziativa lanciata da Musso.
Il problema ora è quello di passare dalle analisi ai fatti, dalle domande alle risposte concrete, dalle aspettative alla capacità di aggregare intorno al progetto forze sociali, culturali e politiche veramente innovative: è questa la vera sfida con cui dovrà misurarsi la neonata Fondazione e quanti vogliono dare una nuova rotta a Genova.