Quella volta che il Comune fu «profanato» via internet

L’odore di zolfo ha aleggiato perfino nelle stanze del Campidoglio. L’episodio risale al 1998. Le pagine del web capitolino sono aperte alle associazioni della Rete civica. All’interno di uno di questi gruppi, il Foro romano digitale, Telefono Arcobaleno scopre un testo inneggiante al satanismo. Il thread delle pagine incriminate reca l’indirizzo www.comune.roma.it, il sito internet del Campidoglio. Uno scandalo: la voce di Lucifero nientemeno che sul sito del Comune. L’assessore Mariella Gramaglia oscura l’intera Rete civica: «Ci hanno raggirati - dichiara subito - Nel testo si leggono inviti espliciti e violenti al sesso con i bambini, a perversioni sadiche. Hanno anche contraffatto il nostro indirizzo». Don Luigi Noto, autore della scoperta, si dice indignato. «È un testo di una violenza terribile - afferma la Gramaglia - con simboli e formule magiche per le messe nere. Cliccando sul simbolo dell’Anticristo sulla pagina si va direttamente su siti pedofili».
Il gruppo, di minuscole dimensioni, è noto nell’ambiente satanista romano come la Loggia Nera. Si era già fatto conoscere sulla rivista underground Torazine. Sul Foro Romano Digitale aveva inserito una pagina che propone una «via satanica alla conoscenza». Sostenendo che «il corpo di Satana è composto dall’erotizzazione latente degli esseri umani», il manifesto, che cita Anton LaVey (1930-1997) come «papa nero» e Aleister Crowley, altro satanista, inneggia a perversioni sessuali. Lo scivolone del Campidoglio potrebbe costare caro alla Gramaglia, ma la bufera la risparmia. Ambienti legati all’ultrasinistra, però, protestano per la «censura». E qualche giorno dopo si scatena per rappresaglia un attacco di hacker contro il sito del Comune. Poi più nulla. Belzebù fa rotta per altri lidi.