«Quella volta in romanesco...»

«Le Mantellate son delle suore/ a Roma son soltanto celle scure». Uno speciale ed esclusivo omaggio a Roma questa sera da parte di Ornella Vanoni, in concerto all’Auditorium Conciliazione (ore 21), con una canzone che è una vero pezzo di storia della canzone popolare italiana. La stessa Vanoni con la complicità di Giorgio Strelher e dell’autore Fiorenzo Carpi scrisse e propose questa canzone nel 1959 spacciandola per vero sonetto di tradizione romanesca. Tre milanesi che si mettono a scrivere una serie di «Canzoni della mala» (1961) nei vari dialetti italiani facendo credere a tutti che si tratti di autentiche canzoni popolari. Le Mantellate - che è una via di Roma dove sorge la chiesa del monastero delle Mantellate a Trastevere - è un falso storico, diventato comunque un classico che negli anni è stato cantato dai maggiori interpreti popolari romani, da Gabriella Ferri a Lando Fiorini.
Signora Vanoni, come ricorda quel periodo e quello scherzo con «Le Mantellate» e le altre canzoni finte popolari?
«Beh, è stato uno scherzo che ha portato a dei capolavori. Io vivevo praticamente al Piccolo Teatro di Milano ed ero la compagna di Strehler che lo dirigeva. Giorgio aveva inventato la "cantante della mala" e io morendo di paura ho fatto la cantante ero terrorizzata!»
Lei è milanese, che ricordi la legano a Roma?
«Ho vissuto quasi dieci anni a Roma, e mi sono molto divertita. È una città orientaleggiante, da odalisca, che non ti fa sentire in colpa se non lavori. Milano se stai in giro la mattina ti senti un imbecille».
Gli ultimi fatti di cronaca, dipingono Roma come non sicura, soprattutto per le donne.
«I media, la tv terrorizzano la gente più del necessario. Tutti se la prendono con i romeni, ma anche i nostri ragazzini sono diventati matti o cosa? C’è una follia dilagante, o è la rabbia, o è la curiosità, o è la disperazione, o è la noia. C’è sempre una scusa per dar sfogo alla propria voglia di sopraffazione. I giovani di oggi, poverini, li vedo con un futuro molto vago, senza garanzie senza ideali. O nasci con una forte inclinazione per qualcosa e allora prendi iniziative, altrimenti per un giovane normale oggi è una vera tragedia».
L’Italia di oggi?
«C’è tanta volgarità in giro. Non ci sono valori. Vedi la polizia e te ne freghi. Nessuno rispetta più nessuno, dalla Chiesa ai politici, i giovani di oggi non vedono punti di riferimento, dei modelli rispettabili. Il risultato è una politica e una società che non c’è. I nostri rappresentanti litigano e borbottano. Nichi Vendola, forse, è l’unico politico che quando parla lo ascolto. Mi piace, è un uomo intelligente. Per il resto, destra o sinistra - come diceva Gaber - è tutta una tristezza».
Come sta andando la tournée, si sta divertendo?
«Sono reduce dal Trullo tour - come lo abbiamo chiamato - tra Bari, Gallipoli e Cosenza, che è stato molto faticoso. A me gli spostamenti mi ammazzano, ma sul palcoscenico mi diverto ancora da morire! Mi muovo come una bambina di dieci anni, saltellando come una molla da una parte all’altra e finirà che ci lascio il calzino».
In «Più di me» tanti duetti importanti, fra tutti quello con Mina. Come è andata?
«Che peccato! Il brano Amiche mai è una canzoncina vero? Io avrei optato per un pezzo più bello, meno ordinario. Anche il pubblico si aspettava di più e le radio l’hanno praticamente ignorato. Mina è un’amica ma ha sempre delle posizioni molto precise e non si smuove da quelle, quindi se la vuoi, prendere o lasciare».
Qualche rimpianto nella sua lunga carriera?
« La carriera di attrice mi sarebbe piaciuta. Ho lasciato cadere un’occasione a fine anni ’60 è da allora ho fatto la cantante a tempo pieno, c’era un film in ballo con Giovanni Testori, ma era un momento sbagliato della mia vita in cui non ero pronta. Il cinema è andato così, ma non si può avere mica tutto!»
Cosa le piacerebbe ancora fare adesso che non ha fatto?
«Mi piacerebbe fare un po’ di jazz, un live o un disco con Paolo Fresu, sarebbe bellissimo».
Guarda la tv? X Factor?
«I tg mi deprimono. Mi divertono i serial americani, Doctor House quelli di Fox Crime. X Factor come Amici mi sembrano utili oggi per la musica, vengono fuori dei talenti. Penso alla Giusy Ferreri che ha cantato con me nel disco».
Sanremo di Bonolis?
«Molto bello nel suo insieme, colto e popolare. La musica ma anche lo spettacolo. La PFM che canta De André è stata straordinaria, e poi a me fa morire dal ridere Laurenti, lo vedo e non resisto».