Quelle aree agricole che non sono mai divenute edificabili

Niente roulottes e baracche ma villette a schiera con tanto di piscina. Benvenuti alla romville del Parco Sud di Milano. Abusivo, naturalmente. Cresciuto tra il 2002 e il 2005 nella totale indifferenza dell’amministrazione della Provincia di Milano che è l’ente gestore dell’area verde.
Ma per capire com’è precipitata la situazione bisogna fare un passo indietro, quando a ridosso di Muggiano, periferia ovest, c’erano solo aree agricole che furono lottizzate in fette di 1.500 metri quadrati e rivendute a privati speranzosi di ottenere, prima o poi, l’edificabilità. Auspicio mai tradotto nero su bianco che, quindi, ha suggerito a molti proprietari di rivendere quei lotti: sessanta, settanta milioni di lire per campi che valevano cinque, sei volte meno. Terreni acquistati dai nomadi che invece di piazzare roulotte non si sono fatti scrupoli nell’edificare: una, due, tre sino a venti case anche a due piani, con la veranda e la piscina in giardino.
Un quartierino con l’allacciamento elettrico e l’acqua prelevata dai pozzi su sui pendono i ricorsi presentati dai rom al Tar contro l’ordinanze di sgombero e di demolizione, «e anche se gli abusi edilizi sono stati posti sotto sequestro, nulla vieta agli zingari di abitarci» annota il comitato di quartiere. Palazzo Marino non può quindi fare come l’amministrazione comunale capitolina che in una notte ha demolito ville e costruzioni abusive. Intervento comunque ora possibile per tre ville costruite negli ultimi mesi del 2004 e su cui c’è stata la tempestiva denuncia alla magistratura dei rom costruttori. Quelli stessi finiti in manette per aver violato i sigilli apposti e ripreso i lavori. «Tre ville che saranno distrutte con l’ausilio del genio militare, che ha esperienza e know how, in modo da ridurre il più possibile i tempi di demolizione e di sequestro dei materiali per la costruzione» fa ora sapere il vicesindaco Riccardo De Corato.