Quelle banche dati dove tutti possono prelevare

Il sistema informatico dell’agenzia delle entrate fa acqua da tutte le parti. Il Parlamento studia come tutelare la privacy dei cittadini

Marianna Bartoccelli

da Roma

Sarà a causa di «leggerezza e curiosità», come dice il viceministro Vincenzo Visco, di impiegati che passano il tempo ad entrare nelle banche dati dei cittadini. Sarà una faccenda «di guardonismo» di funzionari curiosi e un po’ pirla», come sostiene l’ex-ministro Giulio Tremonti. Fatto sta che le banche dati informatizzate sono «un buco nero», come sostiene Cesare Salvi, il presidente diessino della commissione giustizia del Senato. Problemi ben noti, che vanno al di là delle ultime vicende e e non riguardano soltanto i 128 funzionari dell’Agenzie delle Entrate, indagati dalla Procura di Milano «per abuso di accesso ai dati informatici». È cosa nota che il sistema dell’anagrafe tributaria fa acqua da tutte le parti, malgrado le rassicurazioni date dal ministro Visco sulla sua «impermeabilità». Nel luglio scorso infatti la direzione audit dell’Agenzia delle entrate aveva tentato di mettere una pezza nel sistema fissando diversi paletti per impedire facili accessi. Per potere entrare nella banca dati infatti sarebbe necessario fare una richiesta, avere l’autorizzazione, eseguire l’accesso, prendere visione dei dati che vanno registrati su un apposito registro di nuova istituzione. Le direttive date dalla circolare dello scorso luglio, erano state anche molto criticate dalla Uil-pa, che accusava l’amministrazione di rendere così più difficoltoso l’accesso da parte degli inquirenti che puntano ad ostacolare la lotta all’evasione. Ma adesso, dopo il decreto Visco-Bersani che istituisce l’anagrafe dei conti correnti, la paura è che le falle del sistema finiscano per rendere gli abusi ancora più gravi. È per questo che il vicepresidente della commissione di vigilanza sull’anagrafe tributaria, Gianfranco Conti di Fi, ha chiesto al presidente del nuovo organismo bicamerale insediatosi pochi giorni fa,il senatore ulivista Giorgio Pasetto, di convocare urgentemente la commissione.
La commissione infatti vuole verificare quali azioni può compiere il Parlamento per garantire la privacy dei cittadini, per la quale anche il garante Francesco Pizzetti, ha dato il via ad un’indagine sull’anagrafe tributaria.