QUELLE ETERNE CODE A RONCOBILACCIO

A ben vedere, non c’è niente di più scontato di Isoradio, con tutto il corollario di Onda Verde sparse su Radiouno, Radiodue e Radiotre e sulle principali reti private. Basta accendere la radio a un’ora qualunque di un giorno qualunque di un mese qualunque di un anno qualunque per sapere che ci sono incolonnamenti sull’A4 nel tratto compreso tra Capriate e Milano; sull’A1, fra Roncobilaccio e Barberino di Mugello; nel nodo autostradale di Bologna, in particolare alla confluenza fra l’A1 e l’A14; su tutte le autostrade attorno a Genova, in particolare da Savona a Pegli e alla confluenza fra l’A7 e l’A12; sul Grande Raccordo Anulare e sulla Tangenziale di Napoli. Cambiando l’ordine dei fattori, delle stagioni, dei giorni feriali o festivi, il risultato non cambia. Nella black list di Isoradio le code ci sono sempre.
E quindi, verrebbe da concludere, quasi con un sillogismo aristotelico, che Onda Verde e le sue sorelle sono perfettamente inutili, in quanto si sa già benissimo di cosa parleranno prima ancora che gli speaker inizino a dare i loro aggiornamenti.
Ovviamente, è un paradosso. E, mai come in queste settimane, Isoradio è assolutamente indispensabile, compagno di viaggio imperdibile e imprescindibile per le code delle nostre vacanze.
Però, proprio perchè è imprendibile e imprescindibile, qualche ritocco da fare c’è. E non è ovviamente nella comunicazione delle code in autostrada, ragione sociale della rete. Anche se una maggiore tempestività sarebbe la benvenuta e chi è abituato a viaggiare sa che troppo spesso ci si trova di fronte a code non segnalate o, al contrario, si fanno strade alternative terrorizzati dall’idea degli incolonnamenti preannunciati da Isoradio. Salvo poi sapere dall’amico che è andato avanti imperterrito, fregandosene di Onda Verde, che la coda si è volatilizzata nel frattempo.
Ma fin qui siamo nel fisiologico. Il settore dove i margini di miglioramento ci sono e sono notevoli è la programmazione extra notizie sul traffico: passi per Uomini e camion e altre rubriche troppo lunghe; ma, ad esempio, la programmazione musicale dovrebbe essere più varia. Io personalmente sono un fan di Venditti. Ma è possibile che i beni culturali di note di Isoradio siano eternamente fermi ad Antonello?
Uno squarcio di luce si era visto quando è stata affidata una rubrica, Quei favolosi anni Sessanta, a Fanny Cadeo. Fanny, ex velina storica di Striscia, è una capace di far sognare anche solo con la voce. Una, per capirci, che dimostra i suoi 94-62-90 persino in radio. Quasi un’opera botticelliana in carne, ossa e voce. Carne, soprattutto. Capace di far sognare.
Ecco, Isoradio dovrebbe essere come Fanny. E diventare una radio sì intensa. Ma scorrevole.