QUELLE FOLLIE DA PAR CONDICIO

Giancarlo Loquenzi

Veltroni si è negato a Porta a Porta con la conseguenza di far saltare anche la puntata con Berlusconi, così Berlusconi ha dato buca a Lucia Annunziata rendendo pan per focaccia a Walter. Si rifaranno a Matrix l’11 aprile, ha annunciato ieri sera Mentana. Ma restano i trucchi e le ripicche di una campagna elettorale ancora sotto il giogo della par condicio.
Tutti in Italia sanno benissimo che tra i quindici candidati premier che affollano questa tornata elettorale, gli unici due che possono guadagnarsi il premio di maggioranza necessario per governare sono Berlusconi e Veltroni. Nessuno degli altri aspiranti presidenti del Consiglio sembra poter ambire ad una percentuale a due cifre, figuriamoci al 51 per cento. Non è mancanza di rispetto per le legittime ambizioni di Daniela Santanchè o di Marco Ferrando: è la semplice constatazione degli orientamenti prevalenti degli elettori.
Di questo dato evidente però gli unici a non tener conto sono i sacerdoti della par condicio. Per i tutori di quell'assurda legge voluta da Oscar Luigi Scalfaro nel 2000, ad ognuno dei 15 candidati deve essere somministrata col misurino la stessa identica dose di informazione.
Così, se la maggioranza degli italiani e i milioni di indecisi che ancora non sanno a chi consegnare le chiavi del governo se ne morirebbero per vedere un bello scontro televisivo tra gli unici due veramente in lizza per vincere, la par condicio lo rende di fatto impossibile. Se infatti si dovessero consentire faccia a faccia incrociati tra tutti i candidati, un semplice calcolo combinatorio ci dice che si dovrebbero mettere in scena 105 trasmissioni. Un'operazione ai limiti dell’impossibile sia per il servizio pubblico che per la tv commerciale oltre che un martirio per i telespettatori.
In questa campagna elettorale alcuni partiti hanno fatto un grande sforzo di semplificazione, hanno cambiato simboli e creato nuove aggregazioni, il Pd e il Pdl, per rendere la scelta degli elettori più netta ed efficace. Ma i cavilli e gli escamotage di un'altra era politica tornano a inquinare e confondere la partita. Poteva essere una splendida 100 metri invece continua a somigliare alla solita corsa coi sacchi.