Quelle garbate signorine dalla pistola molto facile

Sono molte le avventuriere al femminile che per conquistarsi la parità dei sessi, o almeno un’esistenza libera, sono passate dalle armi da fuoco e da una vita ai limiti della legge e delle convenzioni sociali. Il caso universalmente più noto è quello di Calamity Jane, pseudonimo di Martha Jane Canary-Burke. Pistolera, mandriana, e cavallerizza provetta (era una dei famosi «pony express») ebbe anche una figlia da una fugace relazione con lo sceriffo Wild Bill Hickok. Pur non allevando la bambina le scrisse moltissime lettere affettuose e materne. lontane dallo stereotipo del suo personaggio. Molto più aggressiva e dal grilletto facile Bonnie Elizabeth Parker che assieme al suo amante Clyde Barrow compì, nell’America della Grande depressione una lunghissima serie di rapine a mano armata, furti, omicidi e continue fughe. Lei e Clyde, traditi da uno dei membri della loro banda, vennero attirati in un agguato il 23 maggio del 1934, mentre percorrevano in macchina una piccola strada della Louisiana. Bonnie morì a soli 24 anni. Molto più recente il mito femminile del banditismo indiano Phoolan Devi. Nata il 10 agosto del 1963 da una famiglia di casta bassissima abitante nell’Uttar Pradesh ha subito sin da ragazza ripetute violenze. Dopo una lunga serie di vicissitudini Phoolan si è ritrovata a capo di una banda che aggrediva i villaggi abitati dai membri delle caste più ricche ed è diventata famosa come «the bandit Queen». In India le hanno dedicato libri e film. Non manca anche un caso italiano Giuseppa Bolognara detta «Peppa la cannoniera». Appoggiò i garibaldini contro i borbonici, si impadronì di un cannone e, armata di quello, affrontò da sola due squadroni di cavalleria.