Quelle pagine sulla destra sono un riconoscimento

(...) all’epoca un bambino ma uno studente universitario vi ho ritrovato l’atmosfera che si respirava nell’Ateneo genovese in quegli anni ed anche fatti, dal mondo del lavoro al dissenso cattolico, di cui era venuta meno la memoria e che però servono a spiegare anche il nostro presente. Ho anche ascoltato con interesse l’intervento di Daniele Protti che presentando il volume nell’Aula Magna di via Balbi ha criticato gli apologeti del 68, a suo giudizio una occasione mancata. Mi sembra assai gretto e meschino insinuare che l’inserimento di un capitolo sul Sessantotto Nero sia ispirato da sospetti intenti strumentali e speculativi e non già da lodevole correttezza da parte degli autori. Se nella ancora difficile Genova è stato possibile registrare un passo in avanti sulla strada della ricostruzione oggettiva dei fatti e della verità storica lo si deve anche al rispetto che i nemici di allora portano per la militanza rischiosa e coraggiosa dei giovani della destra genovese dell’epoca e per Ugo Venturini. E di ciò si dovrebbe andarne fieri. Soprattutto noi di destra. Alberto Ferrando