Quelle parcelle d’oro ai commissari di Di Pietro 

Il ministro delle Infrastrutture ha istituito organi speciali per
sveltire i lavori delle autostrade. Risultato: tempi più lunghi e
onorari da capogiro

Bel sistema all'italiana, quello escogitato dal ministro Antonio Di Pietro per sveltire i lavori delle autostrade: istituire commissioni speciali nominate da lui medesimo in persona. Peccato che finora questi nuovi organismi abbiano prodotto soltanto ritardi e aumenti di costi. Tempi allungati, perché il titolare delle Infrastrutture non è tempestivo nelle nomine. E maggiori spese, perché i commissari insediati sono autorizzati a chiedere parcelle astronomiche: anche il 2 per cento a testa dell'importo complessivo dei lavori.
La denuncia parte dal Friuli Venezia Giulia, dove l'urgenza di accelerare i lavori per alleggerire il sempre più inadeguato sistema autostradale è particolarmente sentita; ma potrebbe riguardare anche altre opere. È tutto scritto in un'interrogazione presentata in consiglio regionale dai capigruppo di Forza Italia, Isidoro Gottardo, e Alleanza nazionale, Luca Ciriani. Succede questo, per esempio: i tre commissari incaricati di valutare l'assegnazione del progetto esecutivo della terza corsia dell'autostrada A4 nella quindicina di chilometri fra Quarto d'Altino e San Donà di Piave hanno mandato un conto complessivo di circa 130mila euro.

Dopo il progetto ci saranno l'appalto dei lavori, i subappalti, eccetera: in questo modo la somma potrebbe lievitare alle stelle. I conti sono presto fatti. L'impegno economico complessivo per realizzare la terza corsia tra Venezia e Trieste è stimato pari a circa 900 milioni di euro, e siccome si è verificato che i commissari nominati da Di Pietro pretendano anche il 2 per cento a testa, alla fine le parcelle potrebbero toccare i 54 milioni di euro. Al confronto, sembrano briciole i quattro milioni chiesti all'autostrada Serenissima per una consulenza dall'avvocato Guglielmo Ascione, l'ex magistrato che nel 1995 chiese l'archiviazione delle accuse di Sergio Cusani contro l'allora pm Antonio Di Pietro.

Le Autovie Venete stanno già rifacendo i conti per calcolare gli aggravi. Fino all’anno scorso la società non avrebbe dovuto versare tutto questo denaro, dato che ogni concessionaria incaricava tecnici propri di gestire gli appalti e dichiarare i vincitori. Ora invece l'aggiudicazione dei lavori spetta alle nuove commissioni nelle quali le società richiedenti non possono avere propri rappresentanti. Organismi «indipendenti» e «imparziali». Ma sono davvero tali? È un'altra delle domande che pongono Gottardo e Ciriani nell'interrogazione. La composizione di queste commissioni, infatti, tocca non genericamente al ministero «ma specificamente al gabinetto del ministro Di Pietro». Con il risultato, osservano ancora, di rendere «evidente il grave livello di interferenza politica nella composizione delle commissioni giudicatrici». «Dei tre commissari per il progetto della Quarto d'Altino-San Donà - dice Gottardo - uno era un ingegnere dello Iacp di Gorizia in pensione candidatosi per l'Italia dei Valori, e il secondo un dirigente delle opere pubbliche del Lazio nato a Montenero di Bisaccia. Il terzo è il direttore del dipartimento Anas. Due nomi su tre sono legati personalmente a Di Pietro».
Alle maggiori spese si sommano i ritardi. Il caso citato nell'interrogazione riguarda un'opera accessoria all'autostrada A28 (la Portogruaro-Sacile), a cavallo tra le province di Treviso e Pordenone, cioè la bretella stradale di Godega di Sant'Urbano. «In agosto - scrivono Gottardo e Ciriani - Autovie Venete ha emesso il bando di gara fissando nel 16 ottobre il termine per l'aggiudicazione dell'opera. Ma non si è potuto procedere, in quanto il ministro Di Pietro non ha proceduto alla nomina dell'apposita commissione giudicatrice visti i poteri in tal senso a lui avocati».

Lavori bloccati, dunque. E rabbia dei politici del Nordest, che chiedono al Veneto e al Friuli Venezia Giulia di protestare formalmente con Di Pietro anche in nome del «più elementare principio di sussidiarietà». L'assessore ai Trasporti del Fvg, il diessino Lodovico Sonego, allarga le braccia. «La norma è prevista da una legge dello Stato - ha detto al Gazzettino - noi comunque abbiamo già scritto al ministro per sollecitare la nomina della commissione per la bretella dell'A28».