Quelle piccole truffe che nei paesi pesano più del crac Parmalat

Il 28 ottobre 2005 a Naro, in provincia di Agrigento, nella filiale di una grande banca è stata perpetrata una sconcertante truffa finanziaria ai danni di una sessantina di risparmiatori. La vicedirettrice con incarico agli investimenti da circa otto anni stipulava con i risparmiatori obbligazioni su moduli prestampati dalla banca a firma del direttore generale, le quali non sono mai state registrate in contabilità. Alla fine di ottobre, la stessa ha versato su conti correnti e su libretti di deposito a risparmio le somme dovute a ognuno dei risparmiatori per un totale di circa otto milioni di euro. Dopo di ciò si è autodenunciata alla Procura della Repubblica, che ha aperto un procedimento. La banca ha richiesto il blocco delle somme oggetto della truffa ma il giudice ha rigettato tale istanza, nonostante ciò la banca le ha comunque bloccate, impedendo ai risparmiatori la disponibilità del proprio denaro. A oggi la banca ha proceduto coi contagocce a sanare integralmente solo un paio di posizioni nonostante le promesse e gli impegni presi ufficialmente, tentando di tagliare le somme e gli interessi da restituire. In un paesino di circa ottomila abitanti una truffa di otto milioni di euro è più grave dei crac della Parmalat e dei recenti disastri finanziari successi in Italia.