Quelle povere «Troiane» travestite da fattucchiere

A Vicenza in scena una versione troppo caotica della celebre opera

Enrico Groppali

Come si possono rappresentare all'alba del ventunesimo secolo Le troiane, il più ispirato capolavoro del pensiero dedicato all'orrore dello sterminio e alla drastica divisione del mondo tra chi uccide nei corpi il dono dello spirito e chi subisce, nel sopruso, la perdita del libero stato di natura?
A questo pensavamo assistendo alla singolare proposta di Piero Maccarinelli che, sullo sfondo dello Scamozzi acceso dalle vampe radenti del fuoco, ha stranamente scambiato le donne della schiera di Priamo per un drappello di fattucchiere avvolte nei cenci policromi di Francesca Sartori. Per fortuna il Coro formato da autentiche virtuose del canto a tratti modula sulle bellissime trenodie di Antonio Di Pofi il suo struggente canto di morte. Ma il problema si ripresenta quando le fanciulle, passando dalle note alle parole si sforzano con urla immotivate e grottesche, di assimilare la scansione del verso al basso continuo della musica. Il che sarebbe un dettaglio in un testo contemporaneo ma si tramuta in grave fraintendimento alle prese col verso ellenico e alla sua traduzione in pura espressione fonetica. Fatta salva questa impostazione superficiale, lo spettacolo si snoda con coerenza, anche se in ossequio a una lettura di maniera.
Dove stranamente i rari interventi maschili del dramma appaiono più curati dalla regia che non le preponderanti figure femminili di Cassandra, Andromaca ed Elena. Accade così che nello spettacolo esagitato e furente immaginato sulla scorta dell'impeccabile versione di Dario Del Corno, i soli interpreti degni di nota diventano, con la felice eccezione dell'Ecuba di Anna Maria Guarnieri, il Taltibio appassionato di Maurizio Donadoni e il veemente Menelao del giovane Luca Bastianello. Accanto a loro Jun Ichikawa, una Cassandra che si limita a sorridere con grazia, Maria Paiato cade in una retorica di maniera e la sola Anna Valle si salva col suo charme. Per fortuna, la serata si salva grazie all'intelligenza critica della Guarnieri che di Ecuba propone un ritratto struggente all'insegna della nevrosi, disegnando una sovrana delirante che pare uscita dal gregge spiritato di stanza a Vienna nello studio del dottor Freud.

LE TROIANE - di Euripide Regia di Piero Maccarinelli, con Anna Maria Guarnieri. Vicenza, Teatro Olimpico, fino al 12 ottobre. Modena, Teatro Storchi, dal 16 novembre.