Quelle reti sul satellite fanno solo danni

Caro Presidente Bertinotti,
mi presento, mi chiamo Giulio Enrico, sono un fisico, ho 27 anni e vivo a Madrid. Emigrante per scelta professionale non tanto per necessità. In terra iberica ho imparato ad apprezzare la tanto bistrattata madrepatria. Detto questo, caro Presidente, egregio onorevole, (non so bene come appellarmi a lei), non credo che leggerà questa mia lettera.
La invio a un giornale, il Giornale, di destra. Un giornale che molti snobbano per la sua sincerità, partigiano come lo siamo tutti in fondo in ciò in cui crediamo veramente.
Scrivo a lei Presidente, perché è un uomo di sinistra che rispetto, che spero capisca le mi intenzioni. Le scrivo in merito a Rete4 e Rai3. Mi riferisco al fatto che spariranno presto dall’etere e che molte persone, cliccando sul telecomando il numero 3 e il numero 4 non troveranno nulla. Dal mio punto di vista, da emigrante, non cambierà nulla, col satellite continuerei a vederli, ma vorrei che lei pensasse un attimo a quel pubblico italico, quel pubblico composto da anziani, quelli che per scelta o per cause di forza maggiore non escono spesso, o mai, di casa. Quelli ammalati del peggiore dei mali, della solitudine, quelle persone senza nessuno. Quelle persone che per cultura devono stare a «guardare» la casa, mentre il marito magari pensionato, va a fare la spesa e sbrigare le piccole faccende.
Ripenso a mia nonna, donna fortissima. La ricordo non senza una lacrima. Quando arrivavo da lei, da bambino, la trovavo in casa, a lavare i pavimenti le stoviglie, stirare eccetera. E me la ricordo di fronte a quella televisione, senza satellite senza digitale terrestre (che non esisteva) e che non sarebbe stata capace di usare, lei capace di tirare avanti una famiglia. Ricordo di come le mille telenovele sudamericane le riempivano la giornata, la facevano sentire viva e vivere una vita appassionante non come la sua.
Lo capisco ora, ora che non lo vedo più con gli occhi innocenti di un bambino. Nella decisione del Parlamento non vedo Mediaset o Berlusconi con una rete di meno, vedo mia nonna e quel televisore spento. E penso a tutte le «mie nonne» che ci sono Italia e mi spaventa sapere che ancora una volta le stiamo lasciando sole.