Quelle schermaglie già viste nel 1994

nostro inviato a Budapest

Sulle colline ungheresi è il giorno di Briatore. Nel bene, nel male, nei ricordi. Corse e ricorsi storici si dice nel mondo dei motori e il manager piemontese si è infatti accorto che al suo team - o almeno lui così la vive - sta accadendo qualcosa che gli era già successo. Correva l’anno 1994, la formula uno era all’indomani della tragedia di Senna e Ratzenberger e alla vigilia della consacrazione del nuovo fuoriclasse: Michael Schumacher. Il ragazzo tedesco correva proprio per la Benetton, gestita da un giovane Briatore (dalle ceneri del team italo-inglese è poi nata la Renault), e Michael, come Alonso, si stava avviando a vincere il titolo.
«Quelle strane cose che stanno accadendo e mi ricordano tanti anni fa» a cui si riferisce Briatore sono le seguenti. Era il Gp d’Inghilterra, l’ancora inesperto Schumi fece un sorpasso durante il giro di ricognizione. Vietato. Gli fu data una penalizzazione ai box, ma lui non rientrò; allora gli fu mostrata bandiera nera, ma lui non rientrò. Risultato: venne escluso dal Gp. In quel momento Michael era in testa al mondiale. Fra il team e la Fia iniziò così il valzer dei ricorsi e contro ricorsi. In attesa della sentenza finale, il tedesco va comunque a correre il Gp dopo, in Germania, ma è storia triste: è costretto al ritiro. Vincerà quello successivo proprio qui in Ungheria e quello dopo ancora, in Belgio, dove però il team di Briatore verrà squalificato per una irregolarità al fondo piatto. Risultato: Michael escluso di nuovo. Intanto, dopo i ricorsi, i supremi giudici gli fanno pervenire la punizione per i fattacci di Silverstone. Morale: il tedesco, tra esclusioni e squalifiche, salterà quattro corse. Unico conforto, oggi, per Briatore: il mondiale lo vinse comunque lui. Il precedente che invece più si avvicina a quanto accaduto ieri ad Alonso risale a tre anni più tardi, quando, nelle prove libere del Gp di Suzuka, Jacques Villeneuve venne punito per un sorpasso con bandiere gialle. Partirà dalla pole ma gareggiando sub judice. Quinto al traguardo, più tardi verrà però squalificato. Anche in questo caso un piccolo conforto per l’attapirato Briatore: pure Jacques, a fine anno, sarà campione del mondo.