Quelle spose infelici e i ragazzi del ghetto al sud

Il film d'esordio di Pippo Mezzapesa con un cast di giovani. Storie del volto triste e povero del Mezzogiorno

Storie di una provincia perduta. Di un'Italia consunta tra le pieghe di un Meridione che potrebbe essere stralcio di qualsiasi angolo sudista. Storie di ragazzi persi in falansteri, teatro di una quotidianità squallida. Fatta di piccole gioie. E di spaccio di droga. Di regolamenti di conti. E di amore. Lo stesso amore, coltivato e tarpato da un destino crudele, che spinge una misteriosa ragazza a volersi uccidere gettandosi dal campanile della parrocchia. Confesserà di aver tentato di volare. Novella Icaro in abito bianco. Vesti candide da sposa mancata. Una sposa che mai spiegherà alcunché di se stessa e che voci incontrollate diranno essere rimasta vedova prima di salire sull'altare.
Storie di calcio come riscatto da un società che tritura i sogni dei giovanissimi. Sogni di amore represso per quella giovane sposa infelice che vola dal campanile. Sogni che restano senza un epilogo vero e proprio, se non quello di un amore a tutti i costi che spinge il più talentuoso tra i ragazzi della Cosmica, la squadra di calcio degli scugnizzi, in galera. Per aver accoltellato lo spacciatore che pilota il fratello nell'anticamera della delinquenza, ma soprattutto per aver soltanto desiderato possedere la giovane e infelice sposa che si ferma alla sua bancarella tenta da un vestito a pochi spiccioli. E dalle quale anche il calciatore si era innamorato.
Solo allora, il ragazzo più ricco della combriccola convincerà papà a tirare fuori dalla cella l'amico, ma quando la ragazza le chiederà di lasciarla sola con due sconosciuti, lui acconsentirà suo malgrado. Se mi ami, lasciami andare. Una frase che dura un battito di ciglia. Sul bordo della strada sarà lei ad aspettare... aiuto.
La Puglia profonda di Pippo Mezzapesa assomiglia a un qualsiasi ridotto di napoletanità. «Il paese delle spose infelici» tratto da un omonimo romanzo di Mario Desiati, direttore editoriale di Fandango che produce il film, si discosta leggermente dall'intreccio scritto, ma ripropone uno spaccato sociale di grande realismo. Si tratta di un film di esordienti o quasi, dal regista all'intero cast. Piccole speranze del cinema all'italiana.