Quelle strane assunzioni fatte senza concorsi

Fra i 31 entrati in organico senza selezione c’è il figlio dell’assessore ai Lavori pubblici che dichiara: «Dovrei forse dimettermi?»

Nostro inviato a Bari

«L’Acquedotto pugliese ha dato più da mangiare che da bere». Da qualche giorno, a Bari la vecchia battuta di Mario Missiroli provoca solo riso amaro. Si è scoperta un’infornata di assunzioni illustri all’Acquedotto, effettuata ai primi di luglio da Francesco Divella, ex amministratore unico, poco prima di lasciare l’incarico.
Trentuno nuovi dipendenti: ventinove con contratto a termine, due a tempo indeterminato. Il tutto senza concorsi, bandi e selezioni trasparenti, sebbene l’Acquedotto sia una società per azioni a capitale pubblico.
L’azienda oppone la tutela della privacy alle richieste di conoscere la lista dei trentuno, e questo non fa che alimentare pettegolezzi. Non passa giorno senza che spunti un nome e soprattutto un cognome. Di sicuro, tra i fortunati ci sono figli di direttori generali delle Asl e di sindacalisti («pseudosindacalisti accomodanti», li definisce con disprezzo la Cgil). Ma soprattutto c’è il figlio dell’assessore regionale ai Lavori Pubblici Onofrio Introna (Sdi). L’avvocato Pierluigi, 32 anni, preso con un contratto di un anno, «aveva un buon curriculum, l’avrei assunto anche nella mia azienda. E poi se non è bravo non sarà riconfermato», spiega Divella. Il noto imprenditore della pasta, che rivendica le assunzioni («Era una situazione d’emergenza»), era stato nominato all’Acquedotto dalla giunta di centrodestra guidata da Raffaele Fitto.
L’assessore Introna fa la vittima: «Ho già un figlio che lavora a Roma. Vorrà dire che anche questo sarà costretto a emigrare perché ha la colpa di avere un padre come il sottoscritto. Cosa dovrei fare: dimettermi unicamente perché mio figlio non ha il diritto di guadagnarsi da vivere in questa regione? Eppure è bravo e preparato».
Alleanza Nazionale attacca e presenta un’interrogazione parlamentare. Tra le competenze di Introna rientrano quelle sull’Acquedotto, insieme all’assessore al Bilancio.
Vendola minimizza il caso Introna: «È un fatto personale». E dà la colpa alla gestione targata centrodestra. Ma mai come in questo caso il personale è politico e il caso mette in serio imbarazzo il governatore eletto per portare al potere «Una Puglia migliore».