Quelle vacanze gratisdel sottosegretarioPrima tegola sul governo

L’imprenditore che rideva dopo il sisma all’Aquila ora tira in ballo Malinconico: "Pagai io la sua camera nell’hotel a 1500 euro a notte. Non sono mai stato rimborsato"

Finora aveva sempre negato. «Un disguido, un malinteso», si era schermito negli interrogatori in carcere. Francesco De Vito Piscicelli, l’imprenditore arrestato nel marzo 2010 nell’inchiesta sulla «cricca del G8», l’elicotterista atterrato sulla spiaggia dell’Argentario con la mamma per pranzare in tempo, il costruttore che rideva pregustando gli appalti dell’Aquila terremotata, ha ritrovato la memoria. «Ho pagato io le vacanze di lusso di Carlo Malinconico», ha detto ai magistrati che lo indagano, e ha ripetuto ieri al Fatto quotidiano.

È il primo scandalo che lambisce il nuovo tecnogoverno dei professori senza macchia. Nulla di penalmente rilevante; tuttavia il neo sottosegretario della presidenza del Consiglio non fa una grande figura, anche perché ha sempre sostenuto di avere pagato di tasca propria. Ma le sue sono affermazioni ancora prive di riscontri. Il proprietario dell’hotel dove soggiornò, ascoltato dai pm di Firenze l'11 maggio 2010, disse di aver incassato la somma (quasi 10mila euro) da Piscicelli. La fattura, recuperata dai Ros dei carabinieri, conferma questa versione. Ora le dichiarazioni spontanee del costruttore sembrano chiudere il cerchio. A questo punto dev’essere lo stesso Malinconico a chiarire. A fare luce sui suoi rapporti non tanto con Piscicelli, ma con Angelo Balducci, l’ex funzionario di Palazzo Chigi al centro dell’inchiesta sulla «cricca». Perché fu Balducci a chiedere a Piscicelli una prenotazione all’hotel Pellicano, un esclusivo resort cinque stelle all’Argentario appartenente alla prestigiosa catena Relais & Chateaux. La suite era destinata all’allora segretario generale della presidenza del Consiglio. Era l’agosto 2007 e il premier era Romano Prodi.

Piscicelli si è deciso a vuotare il sacco con gli inquirenti: «Quelli che andavano in vacanza gratis o che ho pagato sono tutti ai loro posti, al ministero e alla presidenza del Consiglio. Io che lavoravo e pagavo per non avere rotture sono trattato come se fossi il mostro. Perché? Ora mi incazzo e racconto tutto», ha dichiarato al Fatto. Non vuole più essere l’unico capro espiatorio del vasto giro di corruzione che ha al centro la «cricca» di Balducci e Diego Anemone. Ed ecco il racconto (tutto da verificare) di mazzette in contanti, regali, favori ai funzionari di Palazzo Chigi. Tangenti per l’appalto delle piscine per i mondiali di nuoto a Roma del 2009 e per la costruzione della scuola dei marescialli a Firenze (il processo è in corso a Roma). «Complessivamente versai un milione di euro in contanti ai funzionari, più tanti favori e incarichi di lavoro», dice Piscicelli: «Mi hanno spennato come un pollo e adesso mi minacciano». La fastosa vacanza per l'ex segretario generale di Prodi (poi presidente della Fieg e ora sottosegretario di Mario Monti) rientra tra i favori fatti a Balducci. «Non ho nulla contro Malinconico - sostiene Piscicelli - non ho mai lavorato con lui né lui mi ha chiesto nulla, ma l'ho conosciuto e lo considero una bella persona. Un giorno Angelo Balducci mi invita a prendere un aperitivo nel centro di Roma. “Francesco, mi devi prenotare due vacanze, la prima a Capri per due amici francesi: pagano loro. La seconda invece all’hotel Pellicano di Porto Ercole, l’ospite è Carlo Malinconico. In questo caso ti prego di anticipare la somma”».

Balducci era potentissimo. «Sapeva che conoscevo bene Roberto Sciò, il padrone del Pellicano, e non potevo dire di no. Gli feci solo presente che una camera costa 1500 euro a notte. Anticipai i soldi. Sto ancora aspettando che Balducci me li restituisca». Sulla fattura emessa dall’hotel Pellicano alla società Eventi Speciali di Piscicelli il conto ammonta a 9.800 euro.

Sciò aveva già ricostruito la vicenda in un verbale di 25 pagine: «Piscicelli mi chiese di ospitare Malinconico: due suite da 1400 euro». Sarebbero in tutto tre i soggiorni gratuiti di cui il sottosegretario usufruì tramite Balducci: due nel 2007 e uno il 1° maggio 2008. Il costruttore aveva chiesto che tutto fosse disposto per il meglio e l’albergatore sistemò l’ospite nelle suite migliori tranne l’ultima volta, quando era disponibile soltanto una camera sopra la cucina. Piscicelli disse al titolare che avrebbe pagato lui: «Fa parte del gioco, che vuoi? Di qualunque colore siano», disse secondo l’informativa consegnata dagli investigatori ai pm. Secondo queste stesse carte, Malinconico chiamò Balducci al rientro dalle vacanze: «Ti chiamo per ringraziarti, tutto benissimo». E Balducci: «Scherzi? Tutto a posto».