Quelle vecchiette sono peggio di lugubri vampiri

Al Piccolo le bianche parrucche di Franca Valeri e Anna Maria Guarnieri illuminano «Le serve» ma del dramma di Genet rimane solo un pallido scheletro

Da tempo assurto al rango di classico contemporaneo, Le serve, il testo in cui Jean Genet adombrò, sotto la maschera del travestimento femminile, la propria tragica definizione dell'omosessualità, a sessant'anni e passa dalla loro folgorante apparizione viene recuperato dall'industria dell'intrattenimento. Così Claire e Solange, le due streghe dell'inferno domestico che recitano ogni sera in assenza della Signora il loro drammatico rituale di morte fingendo di assassinare in ognuna di loro la padrona che odiano si mutano tout court in due attrici che distruggono pazienti la tela dello spettacolo. Sfoggiando, come accade nella regia di Giuseppe Marini, due bianche parrucche degne del museo delle cere di Madame Tussaud sopra i volti segnati dal tempo e intersecati dalle rughe di Anna Maria Guarnieri e di Franca Valeri più simili a due magalde dei film dell'orrore di Hollywood che a due divine dell'industria del divertimento sbucate nella Roma anni Cinquanta.
In una scena che, caduto il sipario che le celava, viene ridotta ad ancor più drastiche dimensioni dalla calata del sipario numero due, l'ex sofisticata bambina dei Giovani e l'ex pungente signorina snob dei salotti-bene si danno la mano in un duetto bizzoso e irriverente. Solo episodicamente interrotto dall'apparizione della Signora che spunta all'improvviso come un fuscello da un enorme frutto esotico che somiglia a un uovo pasquale sulla scia dell'evocazione di Carmen Miranda, altro mito spurio di anni cancellati dal tempo.
Una confezione piacevole, vivificata da una salutare ironia anche se confinata nel territorio asfittico della pura nostalgia. Perché cosa resta delle Serve una volta fatta piazza pulita del microcosmo carcerario dove le due assassine sognano, carezzano, progettano e infine eseguono il delitto come e peggio di due lugubri vampiri? Resta solo lo scheletro del dramma concepito nel '47 da Genet che, con atto temerario ai limiti dell'anarchia dimostrò, sulle orme del suo biografo e maître-à-penser Jean Paul Sartre, che l'inferno è il carcere della vita quotidiana, madre matrigna del delitto gratuito. Con buona pace della memorabile Valeri affiancata da una Guarnieri che usa il pigolio in funzione espressiva.

LE SERVE - di Genet Regia di Giuseppe Marini, con Franca Valeri, Anna Maria Guarnieri e Patrizia Zappa Mulas. Milano, Piccolo Teatro Studio, fino al 3 febbraio. Poi in tournée.