Quelli che... è più facile governare che criticare

Per partire alla pari bisogna «vomitare il ns. sapere attuale» in modo da vedere il nero che ci permette di arrivare alla luce. Su ogni punto, su ogni simbolo, su ogni cosa compresa la politica e altro.
Caro Massimiliano, qualcosa bisogna pur fare, per cambiare le cose per noi e per i nostri discendenti. La politica è lo strumento di condivisione del vivere, sociale materiale e terreno. Mettiamo momentaneamente in un angolo l'ambizione personale, e guardiamo la realtà con gli occhi del bambino che vede la luce all'uscita dal grembo materno. Bella la Liguria con il suo mare e i suoi riflessi del sole, con il rumore delle sue onde, con la precarietà che l'immensa distesa d'acqua ti ricorda giornalmente. Brutta, nella sua configurazione attuale, dove le libertà sono messe in discussione dall'apatia del suo popolo. Popolo prono, che si fa rimorchiare dai fasti della guerra di liberazione, dimentico delle sue peculiarità di uomo di mare, che guarda il tempo e la realtà odierna e, non vive solo di ricordi.
Preambolo dovuto, e veniamo in fretta alla realtà: più del 50% della popolazione supina, con una percentuale di vecchi altissima ( votanti) che della lotta di classe hanno fatto a ragione la loro unica ragione di vita. L'imprenditoria famigliare, gerarchica, che per sopravvivere è stata obbligata a trovar sponda con «il diavolo». Naturale in assenza di contro proposte concrete la situazione attuale, di mantenimento degli equilibri ricercati e ottenuti. Il castello però sta implodendo, e non implode poiché mancano le figure politiche di riferimento che lo farebbero crollare su se stesso. La destra saprà anche governare, ma quando è all'opposizione sembra che sia in ferie perennemente. Tutti chiedono realtà ( specialmente nella finanza e nel lavoro) tutti chiedono alternative programmatiche serie e persone serie che sappiano portarle a termine. Genova queste personalità non le esprime, o quando le esprime vengono automaticamente riassorbite nel «nulla di concreto» e nessuna garanzia di programmazione nel divenire futuro.
A livello regionale-nazionale l'On. Scajola rappresenta un segno di continuità, che ha permesso a Enrico Musso di arrivare quasi al ballottaggio, a Renata Oliveri di andarci, a Sandro Biasotti di divenire governatore della Regione Liguria. L'unico difetto sono le «genuflessioni» e l'incapacità di crederci fino in fondo. Biasotti: egocentrico accentratore, piace però alla gente e alle donne, il suo risultato alle scorse amministrative ha fatto venire la gastrite a FI. Musso: Bravo, eccentrico, competente ma senza partito e senza numeri. Idem per la Oliveri, senza l'eccentrismo. Insomma: se si riesce a dare continuità di rapporti e di persone di riferimento alla Genova che conta, beh, penso che il terremoto possa sicuramente avvenire e non solo in Regione ma anche ai livelli di cariche che forse, oggi come oggi, contano di più, che occupare una poltrona (a volte anche scomoda).