«Quelli che se la godono sono Walter e Rutelli»

Napoli, deputato Pdl, rivela: «Opposizione allo sbando, molti temono che torni l’Ulivo»

da Roma

Onorevole Osvaldo Napoli, che idea si è fatto delle intercettazioni che riguardano Prodi?
«Per me è anche un revival di una parte del Pd nei suoi confronti. Meglio, contro il suo falso moralismo».
Però non sembra ci sia niente di rilevanza penale.
«Infatti, ma sul piano del moralismo il caso è rilevante, eccome. Dalle mie parti c’è un detto: se uno va sempre in giro dicendo che è puro, prima o poi trova uno più puro che lo depura».
Quindi?
«Quindi, visto che i fatti sono stati confermati anche dai diretti interessati, all’interno del Pd i Veltroni, i Fassino, i Rutelli in questo momento, sotto un certo aspetto, mi permetta il termine, “godono”».
Chiarisca il concetto...
«A mio giudizio tutti quelli che in un passato recente si sono trovati nella stessa situazione, ma anche quelli che non lo sono stati, da questa storia non c’è dubbio che ne traggono beneficio politico. Potendo dire a Prodi: “Ecco, tu facevi il moralista ma poi non sei cos씻.
Prodi però si sente forte e dice: non ho fatto nulla, pubblicate tutto.
«Perché nelle intercettazioni che riguardavano la sua vita privata Berlusconi ha fatto qualcosa? E qual è la differenza di trattamento tra lui e Prodi per quanto riguarda la sfera familiare? Quello che vale per uno deve valere anche per l’altro».
Nel Pd a chi fa gioco questa storia?
«A molti, anche ex dc. Prodi è sempre stata una figura comoda da usare. Anche perché sia da politico sia da manager non è che abbia lasciato delle tracce sostanziali».
Se tanti godono, Di Pietro che fa?
«Di Pietro gode più di tutti. Lui ha una capacità della falsità che è bestiale. Nonostante tutte le sue vicende riesce a mandare un messaggio in cui passa per paladino della legalità. Se io da sindaco avessi preso 100 milioni di prestito da un imprenditore che ha vinto un appalto nel mio Comune e li avessi restituiti senza interessi, se avessi preso in prestito una Mercedes e preso un aereo per andare a Roma in una garçonnière, Di Pietro mi avrebbe detto: “Butto la chiave e lei sta dentro”».
Di Pietro però è stato assolto da ogni accusa.
«È vero, ma è stato assolto dai suoi amici magistrati. Non l’ha assolto un tribunale normale».
Tornando a Prodi, non è strano che il caso sia esploso solo ora?
«Certamente. Non ho dubbi che l’uscita delle intercettazioni è un messaggio di qualcuno nei confronti di Prodi. Diversamente, che senso ha dopo sei mesi che Prodi è caduto?».
Lo dica lei.
«La verità è che forse all’interno stava tramando per modificare gli assetti del Pd o per tornare all’Ulivo. Questo è il dato politico che vedo. È stato un modo per chiudergli le porte ad un qualunque tipo di ritorno».
Ed è efficace?
«Certamente. Teniamo presente una cosa. Due volte ha fatto il premier e due volte è andato a casa. Gli rimaneva la sfera morale, di piccolo cabotaggio, sia chiaro, però c’era. Tolta anche quella Prodi non esiste più».